Marzo 2021

Può il Covid trasmettersi con la carne congelata?

di Sante Roperto

La carne di animali selvatici congelata è stata collegata a focolai di virus come l'Ebola in Africa. E sulla scorta di questa ipotesi una recente indagine promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Cina sta approfondendo il ruolo della carne congelata di animali selvatici nella trasmissione che ha contri-buito ai primi focolai di COVID-19. È importante stabilire, secondo gli studiosi, come la fauna selvatica congelata (procioni, furetti, tassi) possa essere stata contaminata prima di arrivare al mercato di Wuhan e un rapporto dell'OMS dovrebbe fornire dati su tale ipotesi entro fine marzo.

Alcuni studi suggeri-scono che SARS-CoV-2 possa rimanere sulla superficie di carne congelata o refrigerata per più di tre settimane. Ricercatori cinesi hanno inoltre riscontrato particelle virali dello stesso ceppo su salmone refrigerato su una bancarella al mercato. Mentre un altro gruppo di scienziati ha riferito l’isolamento del virus dall'imballaggio del merluzzo congelato che si è pensato fosse stato fonte di infezione nei lavoratori portuali di Qingdao, nella pro-vincia orientale dello Shandong. A fine 2020 in seguito a questi e ad altri focolai in Cina, le autorità hanno introdotto la disinfezione obbligatoria delle merci congelate importate per impedire l’eventuale trasmissione attraverso le superfici.

Per quanto da mesi prendono corpo svariate ipotesi, tra le quali quella secondo cui il virus possa diffondersi su superfici congelate, molti scienziati nel mondo però sostengono che questa teoria della “catena del freddo” è fuorviante nello studio sull'origine della pandemia, soprattutto perché rimane molto rara l’e-ventualità secondo la quale il SARS-CoV-2 venga trasmesso da una persona all'altra attraverso superfici contaminate. Alcuni studiosi hanno perfino avanzato l’ipotesi secondo la quale le persone possano essere entrate nel mercato già infettate, e poi abbiano contaminato alcuni prodotti già presenti e in vendita.

Al momento, infatti, è certo che il congelamento e lo scongelamento riducano sicuramente la vitalità di alcuni virus, compresi i coronavirus. Per cui la fonte più probabile di diffusione del virus rimangono gli animali vivi, visto che la maggior parte degli animali selvatici commercializzati in Cina sono vivi e arrivano nei mercati direttamente dalle fattorie. Non a caso il team dell’OMS ha pensato anche di scoprire se i lavoratori delle fattorie, che hanno fornito prodotti al mercato di Wuhan, hanno anticorpi rispetto all'infe-zione da SARS-CoV-2. Un’ulteriore chiave per scoprire l'origine della pandemia.