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Pronti ad ‘assaggiare’ il futuro?

di Stefania Porraro
Diplomata Master DISCI
Laureata in Scienze della Comunicazione Istituzionale e di Impresa
Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

Sebbene due miliardi di persone in tutto il mondo includano gli insetti nella loro dieta, l’entomofagia sta ancora lottando per essere accettata nei paesi occidentali. Come sempre tutto dipende dall’accettazione da parte del consumatore poiché la scienza, dal canto suo, sta dimostrando che gli insetti a tavola rappresentino una scelta vantaggiosa sia da un punto di vista nutrizionale che ambientale. La questione è assai spinosa perché per il popolo occidentale, più strettamente per quello italiano, il cibo non è semplicemente nutrimento, ma intorno ad esso vi è un apparato culturale e identitario secolare che è difficile da intaccare.

Nonostante il dibattito globale oscilli tra curiosità e disgusto, speranze e timori, il diniego dinanzi ad un piatto di grilli è soprattutto l’effetto di una errata esposizione al messaggio e una ancora scarsa educazione al prodotto. La scienza va avanti e l'elenco dei novel food, dal primo regolamento UE approvato dall’EFSA nel 2018, tende ad allungarsi sempre di più. L’agenda 2030 dell’ONU, intanto, ha ‘apparecchiato’ la tavola del futuro e nel piatto ha posto bruchi e cavallette perché, oltre ad essere una fonte di cibo sana e altamente nutriente, hanno un costo conveniente e basso impatto ambientale.

Il futuro del mondo, la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, dipendono dalle scelte del presente. Tuttavia, l’ultima parola a tavola spetta a chi il cibo lo sceglie. La carne coltivata o l’olio di palma prodotto dalle alghe (senza deforestare) sono un’invenzione straordinaria, ma solo quando il consumatore ne acquisirà adeguata consapevolezza potrà camminare lungo quella sottile linea di equilibrio tra tradizione e innovazione. Eppure, per sgombrare il campo da atteggiamenti antiscientifici, sarebbe bastato ricordare che da decenni gli italiani mangiano insetti, quelli contenuti nel colorante E120 estratto dalle cocciniglie, appartenenti alla stessa sottoclasse delle coccinelle, utilizzato in prodotti di pasticceria, in molte bevande rosse come aperitivi, bitter e caramelle.

Il consumatore 4.0 è prigioniero di pregiudizi e reticenze frutto della sua dimensione culturale, sociale, psicologica. Si muove in uno spazio decisionale in cui prevale l’infodemia, una sovrabbondanza di informazioni, che spesso condite da preconcetti e disinformazione, rischia di fargli perdere facilmente l’orientamento. Il consumatore va educato all’innovazione, “esposto” correttamente al futuro. L’esposizione, infatti, aumenta la familiarità nei confronti di uno stimolo nuovo, riducendo le reazioni neofobiche, di avversione verso tutto ciò che è o si presenta come nuovo. È esattamente ciò che è successo al sushi che ha percorso una lunga strada di dibattiti e avversioni prima di conquistare i palati occidentali. La sfida dell’innovazione in tema di scelte alimentari si vince coinvolgendo le persone e qui la comunicazione ha un ruolo cruciale. Nel 2022 l’astronauta Samantha Cristoforetti, durante la missione spaziale Minerva, appare su Tik Tok mentre mangia uno snack di farina di grillo. Risultato: una ricaduta collettiva, peraltro ad una velocità straordinaria, creata da una forte esposizione dei followers a un messaggio nuovo. È questo il nocciolo della vicenda: la comunicazione, attraverso un uso corretto anche delle moderne piattaforme digitali, può determinare il cambiamento perché aiuta a comprenderne la natura e a condividerne la finalità. Se in Lombardia lo scorso anno ha spopolato il Grillo Cheeseburger a base di farina di grilli e alga spirulina, prodotto dalla catena Pane&Trita secondo una studiata filosofia di sostenibilità, è perché ha funzionato la strategia di comunicazione del messaggio.

E allora, probabilmente siamo tutti già pronti ad ‘assaggiare’ il futuro, attendiamo solo che la comunicazione ci guidi!

La comunicazione può determinare il cambiamento perché aiuta a comprenderne la natura e a condividerne la finalità.