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Lotta al randagismo: sterilizzare o non sterilizzare? Falsi miti sulla sterilizzazione

di Luigi Bruno

Discente Master DISCI - Dirigente Veterinario ASL Napoli 3 sud – U.O.C. Sanità Animale - U.O.S. Ospedali e ambulatori Veterinari

Uno dei principali problemi degli ultimi decenni, che ha assunto un peso importante nei centri urbani, è la presenza di cani e gatti liberi. In questo articolo parleremo di uno degli strumenti più utilizzati per arginare il problema del randagismo, ovvero la sterilizzazione, l’intervento chirurgico veterinario più eseguito al mondo, rispondendo a quesiti più o meno nuovi che spesso vengono posti quando si analizza questa complessa tematica.

Iniziamo!

Sterilizzare è contro natura!

Quante volte addetti ai lavori, esperti del settore, professionisti ma anche semplici amanti degli animali o persone comuni hanno sentito o, peggio, hanno espresso queste affermazioni? Ma è proprio così? Cerchiamo di capirlo insieme.

Ma la sterilizzazione è sicura…?

È un intervento semplice! Non ci vuole niente a farlo.

Non è vero! La sterilizzazione è un intervento che viene eseguito frequentemente ma questo non lo rende sempre semplice da effettuare. I motivi per cui non deve essere sottovalutato sono tanti: si vanno a recidere e manipolare importanti vasi sanguigni, l’addome del cane è diverso da soggetto a soggetto, non tutti i cani sono sempre in perfetta salute e questo può complicare l’intervento chirurgico. Il taglio, altamente specialistico di questa chirurgia, è sempre più rilevante, basti pensare che oggi si esegue anche in laparoscopia. Con queste premesse si può concludere che la procedura chirurgica resta sicura per gli animali, quando fatta da professionisti scrupolosi e preparati poiché, ad oggi, è un tipo di intervento la cui conoscenza scientifica è supportata da una vasta e sempre più aggiornata letteratura.

Sterilizzare è dannoso per l’animale!

Questo tipo di procedura evita le manifestazioni esterne dell’estro e dei comportamenti a esso legati e previene le patologie uterine (Howe, 2015). Un vantaggio medico importante della sterilizzazione è la prevenzione dei tumori mammari. È utile anche qui far chiarezza. È ampiamente dimostrato che la presenza degli ormoni sessuali aumenta il rischio di tumori mammari nel cane e che la sterilizzazione riduce il rischio di comparsa di queste neoplasie rispetto a cagne intere. Si passa, infatti, dall’8,4% al 52% di possibilità di sviluppare tumori in cagne intere all’1,8% in quelle sterilizzate (Zink et al., 2023). Poiché per questi tumori l’età che avanza aumenta la possibilità di insorgenza, la sterilizzazione delle femmine realizzata in precoce età sembrerebbe l’ideale ma ciò non è così perché intervenire su animali troppo giovani li può esporre a una serie di rischi (es. incontinenza urinaria, ritardo nell’accrescimento, scarsa maturazione dei genitali esterni, sviluppo di alcune neoplasie, ecc.) (Fossum, 2019). Le cagne integre hanno un rischio aumentato di almeno 3-4 volte di sviluppare un tumore mammario rispetto a quelle sterilizzate. La sterilizzazione invece riduce le probabilità di sviluppare queste neoplasie nonché il tasso di mortalità dovuto a esse (Romagnoli et al., 2024).

Il cane cambia il carattere!

Le ripercussioni di tipo fisico sono minime, ma non si può dire lo stesso per il risvolto comportamentale. Questo non significa assolutamente che il cane “si calmi” o che la castrazione sia la panacea per risolvere quello che a un occhio inesperto sembra una eccessiva esuberanza dell’animale o, peggio ancora, una sua presunta aggressività. Gli ormoni sessuali, sia maschili che femminili, restano una base importante per strutturare un carattere equilibrato e, in alcuni casi, l’eliminazione degli stessi, avendo essi una funzione stabilizzante sull’umore, potrebbe peggiorare l’assetto emozionale degli animali. Ovviamente questo intervento non va demonizzato restando un valido strumento dal punto di vista sanitario e un’opzione, solamente in specifiche situazioni, dal punto di vista di terapia comportamentale (Giussani et al., 2016).

La sterilizzazione è contro natura?

Falsi miti come “deve per forza fare almeno una cucciolata” o “soffre se non si accoppia” non hanno nessun fondamento scientifico. Detto questo, sterilizzare potrebbe essere, legittimamente, considerato innaturale poiché rende impossibile una cosa naturalissima: il potersi riprodurre. Tale chirurgia però continua ad apportare un risultato immediato e utilissimo nella gestione del fenomeno degli animali vaganti: la limitazione delle nascite. Anche se, per ottenere risultati concreti, si è costretti a eseguire un’azione di massa poiché è importante ridurre quanto più rapidamente la nascita di nuovi animali vaganti a loro volta liberi di riprodursi, al fine di contrastare il problema.

La sterilizzazione resta dunque una delle principali armi nella lotta al randagismo.

 

FONTI

  1. Fossum TW (2019). Small animal surgery - chapter 26 Surgery of the Reproductive and Genital Systems pag. 720 – 5th Ed. e. Elsevier, Inc., Philadelphia, PA.
  2. Giussani S, Colangeli R, Fassola F, Merola I, Possenti M (2016). Medicina comportamentale del cane, del gatto e dei nuovi animali da compagnia. Ed. Poletto.
  3. Howe LM (2015). Current perspectives on the optimal age to spay/castrate dogs and cats. Vet Med (Auckl). May 8; 6:171-180. doi: 10.2147/VMRR.S53264.
  4. Romagnoli S, Krekeler N, de Cramer K, Kutzler M, McCarthy R, Schaefer-Somi S. WSAVA guidelines for the control of reproduction in dogs and cats. J Small Anim Pract. 2024 Jul;65(7):424-559. doi: 10.1111/jsap.13724. Epub 2024 May 28. Erratum in: J Small Anim Pract. 2025 Feb 26.
  5. Zink, C., Delgado, M.M. & Stella, J.L. (2023) Vasectomy and ovary-sparing spay in dogs: comparison of health and behavior outcomes with gonadectomized and sexually intact dogs. Journal of the American Veterinary Medical Association, 1, 1–9.