di Giuseppe Borzacchiello
Quest’anno nella regione Campania si sono registrati casi di infezione da virus West Nile che purtroppo hanno causato anche decessi. Ancora una volta un virus dal nome e provenienza esotica provoca morte e spavento riportandoci alla memoria il coronavirus pandemico. Per fortuna i danni sono minori. Infatti, il West Nile, trasmesso dalle zanzare comuni, che si infettano pungendo uccelli serbatoio, nella maggior parte dei casi provoca una malattia curabile anche se talvolta l’esito è fatale. Anche altri virus appartenenti alla famiglia degli arbovirus si stanno diffondendo rapidamente anche alle nostre latitudini (Chikungunya, Dengue, Usutu, Zika ecc.), agenti virali trasmessi dalle zanzare che provocano malattie che possono avere un esito anche molto grave. I casi registrati nel nostro paese sono per lo più d’importazione ovvero relativi a persone che hanno viaggiato in paesi dove queste malattie sono molto diffuse. Tuttavia, preoccupa da un po' di tempo il riscontro di casi autoctoni, proprio come quelli registrati in Campania.
Come mai malattie esotiche compaiono anche alle nostre latitudini?
Uno dei motivi è sicuramente il riscaldamento globale. Infatti, i vettori di queste malattie proliferano in ambienti caldo-umidi e dunque l’aumento delle temperature unito a precipitazioni temporalesche contribuisce a creare l’habitat ideale per la proliferazione di zanzare e di animali serbatoio. Un altro importante motivo è rappresentato dal notevole incremento dei traffici commerciali con zone del pianeta dove queste malattie sono endemiche. Allo stesso modo i viaggi turistici verso mete lontane favoriscono attraverso i mezzi di trasporto l’importazione delle zanzare infette e la diffusione di focolai.
Purtroppo, per molte di queste malattie non esiste una cura specifica e talvolta l’esito è fatale. L’unica arma efficace è la prevenzione. Pertanto, è assolutamente necessario che le autorità sanitarie locali e regionali, oltre a monitorare l’incidenza di nuovi casi nell’uomo (e in alcuni casi anche gli animali bersaglio/serbatoio), procedano a programmi estesi di disinfestazione per limitare la diffusione di zanzare durante i periodi caldo-umidi.
La diffusione di malattie fino a poco tempo fa sconosciute pone nuove sfide da affrontare ai decisori della sanità pubblica. La sorveglianza sanitaria della frontiera uomo-animale ed il controllo delle variabili ambientali si impongono come capisaldi di un’azione da inquadrare in una dimensione One Health. Un nuovo paradigma scientifico, riconosciuto dalle autorità sanitarie mondiali, che lega tra loro la salute di uomo-ambiente-animale. Proprio la tragica pandemia di COVID-19 ci ha lasciato in eredità la consapevolezza che solo salvaguardando la salute di tutti gli esseri viventi che popolano il pianeta riusciremo a vivere in equilibrio limitando il pericolo della diffusione di altre pericolose malattie infettive.