di Vincenzo Pezzella
Diplomato Master DISCI
Laureato in Tecnologie delle Produzioni Animali
Dagli anni ’80 in poi la taurina ha trovato un largo impiego nella produzione di prodotti alimentari, ma soprattutto nella produzione di bevande energetiche. È da qui che è nato un falso mito, che si protrae ancora oggi, sulla provenienza di questa sostanza all’interno di tali prodotti: si pensa che la taurina all’interno degli energy drinks derivi dallo sperma di toro.
La taurina, o acido 2-amminoetanosolfonico, è una sostanza chimica acida presente in molti tessuti di diverse specie animali, uomo incluso, e la si ritrova nel cervello, nella retina, nel cuore e nelle piastrine.
Nei mammiferi, la principale via metabolica per la sintesi della taurina avviene nel fegato attraverso la via dell'acido solfinico della cisteina. Durante questo processo il gruppo solfidrile è inizialmente ossidato a cisteina-acido solfinico dall’enzima cisteina diossigenasi. Successivamente la cisteina-acido solfinico subirà un processo di decarbossilazione da parte della cisteina-acidosolfinico decarbossilasi ottenendo così l’ipotaurina, quest’ultima andrà poi incontro ad ossidazione, ancora non chiara se spontanea o enzimatica, con la produzione finale di taurina. Oltre questa via biosintetica primaria, studi più approfonditi, hanno osservato la formazione di taurina attraverso vie biosintetiche in altri tessuti, mettendo in luce una capacità di sintesi e un tasso di riciclaggio della stessa, che risulta variabile nei diversi mammiferi. Ad esempio, nel ratto e nel topo si hanno capacità biosintetiche di taurina elevatissime, mentre è limitata nell’uomo e quasi assente nel gatto. Di conseguenza, questo fa della taurina un amminoacido condizionatamente essenziale, dato che il nostro corpo ne riesce sintetizzare una parte, ma il resto deve essere necessariamente assunto con la dieta. Tra i ruoli fisiologici della taurina, il principale è la solubilizzazione dei grassi agendo da tensioattivo, infatti partecipa alla sintesi dei Sali biliari andandosi a coniugare con acidi come l’acido colico, ottenendo così il taurocolato di sodio.
Se anche se la taurina presente nelle energy drinks fosse di origine animale si tratterebbe comunque di falsa informazione, visto che, come abbiamo detto, per uno dei suoi ruoli fisiologici, la ritroviamo naturalmente nella bile. La taurina, infatti, è stata originariamente isolata, da due scienziati tedeschi già nel 1827 Friedrich Tiedemann e Leopold Gmelin, dalla bile di toro. Quindi, in realtà, la taurina utilizzata nella produzione di questi prodotti viene sintetizzata in laboratorio. Negli Stati Uniti e in Giappone vengono utilizzati diversi metodi di sintesi industriale, uno di questi si basa sull’amminazione ad alta pressione di un sale derivato dall’acido isetionico, altri utilizzano la reazione dell'aziridina con il diossido di zolfo e di un’aloetilammina con il solfito di sodio.
Forse, però, è anche grazie a questa falsa credenza che si è assistito all’utilizzo su larga scala, soprattutto tra gli sportivi, degli energy drinks attribuendo così proprio alla taurina quell’effetto energizzante. In realtà l’effetto della taurina come integratore è quello di ridurre la percezione della fatica muscolare e supportare la performance fisica, il che la rende una sostanza rilassante e, quindi, assume un ruolo diametralmente opposto a quello erroneamente imputato. Difatti, ciò che rende corroborante un energy drink sono i carboidrati e le sostanze eccitanti, come la caffeina, in esso contenuti.
In conclusione, da questo articolo possiamo evincere come anche degli slogan possano “mettere le ali” e condizionare la diffusione di informazioni false, raggiungendo così un vasto pubblico.