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Farmacovigilanza Veterinaria: perché è importante?

di Ines Balestrino* e Antonio Carrella**
*Dottoranda di Ricerca in Scienze Veterinarie, area Medicina interna
** Borsista di ricerca presso il Centro di Farmacovigilanza Veterinaria Campana

Un sistema essenziale per la sicurezza degli animali e delle persone

Quando un farmaco veterinario viene immesso in commercio, è già stato testato per verificarne l’efficacia e la sicurezza. Tuttavia, alcuni effetti indesiderati possono emergere solo con l’utilizzo del medicinale su larga scala. Per questo motivo, esiste la Farmacovigilanza Veterinaria, un sistema di controllo che consente di monitorare eventuali reazioni avverse e migliorare l’uso dei farmaci negli animali. Attenzione a non confonderla con la farmacosorveglianza, che comprende tutte le azioni di controllo territoriale, svolte principalmente dalle ASL al fine di verificare che la distribuzione, la dispensazione e l’impiego del farmaco avvengano in maniera corretta.

Ma la sicurezza non riguarda solo gli animali. Anche chi somministra i farmaci (medici veterinari, allevatori e proprietari di animali), chi consuma prodotti di origine animale e l’ambiente possono essere coinvolti. La farmacovigilanza aiuta a prevenire rischi a 360° e a migliorare la qualità dei trattamenti.

 

Nuove regole per un controllo maggiore

Dal 18 gennaio 2024, in Italia è entrato in vigore il Decreto Legislativo N. 218/2023, che aggiorna la normativa sui farmaci veterinari. Tra le novità, ci sono obblighi più precisi per veterinari e farmacisti, che devono segnalare:

  • Reazioni avverse ai farmaci negli animali
  • Mancanza di efficacia di un medicinale
  • Effetti collaterali noti riportati nel foglietto illustrativo
  • Danni ambientali dovuti all’uso di un farmaco
  • Effetti nocivi sull’uomo a seguito di esposizione a un farmaco veterinario
  • Superamento dei livelli di residui farmacologici negli alimenti di origine animale
  • Possibile trasmissione di infezioni tramite un medicinale veterinario
  • Reazioni avverse negli animali dopo l’uso di farmaci per uso umano.

Le segnalazioni devono essere eseguite rapidamente: entro 15 giorni per reazioni avverse generiche e 6 giorni se l’effetto è grave (ad esempio, se l’animale muore o subisce danni permanenti).

 

Il ruolo fondamentale dei medici veterinari…e non solo

Anche se i farmaci veterinari vengono testati prima di essere messi in commercio, rari effetti collaterali possono emergere dopo un uso prolungato e su vasta scala. Ecco perché è importante che i veterinari, obbligatoriamente insieme ai farmacisti - ma anche i proprietari hanno un ruolo importante nell’osservare tutto ciò che accade ai loro pet! - segnalino eventuali problemi. Grazie a questo sistema, un farmaco può essere migliorato o, nei casi più gravi, ritirato dal mercato.

Purtroppo, in Italia, le segnalazioni sono ancora poche, spesso a causa dell’errata convinzione che gli effetti collaterali siano già ben documentati, che una sola segnalazione non faccia la differenza o, peggio ancora, che possano esserci conseguenze medico-legali in caso di errore medico o terapeutico. In realtà, ogni segnalazione è preziosa per migliorare la sicurezza dei farmaci… quindi, nessun timore!

 

Per facilitare le segnalazioni, esistono i Centri di Farmacovigilanza, che fungono da  tramite con il Ministero della Salute. In Campania è attivo il Centro Regionale di Farmacovigilanza Veterinaria (e proprio presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali del nostro Ateneo!) che consente di segnalare problemi attraverso il sito www.farmacovigilanzavetcampania.it.

 

Segnalare o no? Meglio collaborare!
La legge prevede multe da 2.000 a 15.000 euro per chi non segnala tempestivamente reazioni avverse o altri problemi legati ai farmaci veterinari. La farmacovigilanza è uno strumento essenziale per garantire la sicurezza degli animali, dell’uomo e dell’ambiente. Collaborare a questo sistema significa contribuire a un uso più sicuro ed efficace dei farmaci veterinari.