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Bere birra fa davvero aumentare la produzione di latte materno?

di Sara Gianciotta

Diplomata Master DISCI

 

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Le suocere, le mamme e le preziose nonne hanno sempre avuto questa convinzione, un po’ data dal folklore e un po’ dall’ignoranza che nell’immediato dopoguerra regnava sovrana.Ovviamente è un falso mito, che però risulta duro ad essere sradicato dalla convinzione popolare.

È una di quelle idee che si tramandano di generazione in generazione: bere birra durante l’allattamento fa aumentare la produzione di latte materno. Ma è davvero così? Semplicemente no.

Infatti, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto della birra o dell’alcol in generale sulla quantità di latte prodotto dalle ghiandole mammarie. Al contrario, questa abitudine causa una riduzione della produzione di latte e può avere delle conseguenze negative per la salute dei neonati allattati al seno.

Per la produzione di latte materno sono richiesti elevate quantità di proteine, calcio, vitamine (A, C, vitamine del gruppo B) e Sali minerali (iodio, zinco, rame, selenio). Nella scelta degli alimenti, compresi i liquidi, bisogna considerare che alcuni danno al latte un sapore che può risultare sgradevole, come ad esempio gli asparagi.

Qui di bere birra non “fa latte”? Esatto! L’assunzione di alcool durante l’allattamento non determina un aumento della produzione di latte materno, bensì una riduzione. In aggiunta è stato dimostrato che i neonati tendono ad assumere meno latte se vengono nutriti nelle ore immediatamente successive ad un’assunzione smoderata della madre, magari sotto gli occhi attenti della nonna che continuava a dirle “Bevi bevi, che la birra fa bene a te e al bambino!”.

Per nostra fortuna, è proprio il caso di dirlo, i meccanismi fisiologici di passaggio dell’alcool nel latte materno, espongono l’ignaro “futuro estimatore di birra” solo ad una piccola parte della concentrazione di alcool. C’è da dire che gli effetti dell’assunzione di alcool durante l’allattamento sono complessi e dipendono dalla quantità e dalla frequenza con cui la madre lo assume.

Degno di nota è l’orzo contenuto nella birra (e forse questo è il reale motivo delle credenze popolari) il quale ha effettivamente un lieve effetto “attivante” sulla prolattina. Allo stesso tempo però, l’assunzione di bevande alcooliche (e, ricordiamo che la birra lo è) inibisce l’ossitocina (l’ormone che stimola la contrazione delle cellule muscolari del seno favorendo la fuoriuscita del latte) e può determinare quindi una riduzione della quantità del latte che il neonato con la semplice suzione riesce a prendere, riduzione che può arrivare fino al 78%.

In conclusione, bere birra non farà di voi delle “mamme mucche” in produzione lattea.