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Avicoltura 4.0: tecnologie in ovo per un futuro sostenibile

di Lanzieri Mariarosaria* e Nicola Francesco Addeo
*Dottoranda di Ricerca in Scienze Veterinarie, settore Zooculture

Il settore avicolo sta vivendo un’evoluzione costante, trainata dall’esigenza di ottimizzare la produttività̀, garantire il benessere animale e affrontare le crescenti sfide della sostenibilità̀.

Tra le innovazioni più significative emergono le tecnologie in ovo, metodi pionieristici che permettono di somministrare direttamente agli embrioni sostanze biologicamente attive durante l’incubazione. Queste tecnologie hanno aperto scenari inediti, in cui la scienza delle produzioni animali e l’ingegneria si incontrano per migliorare le prestazioni del pollame fin dai primissimi momenti di vita.

Nei sistemi di allevamento convenzionali, i pulcini appena nati non hanno accesso al cibo fino al completamento della schiusa e al successivo spostamento in allevamento, condizione che può determinare un periodo di digiuno variabile tra le 48 e le 72 ore. Questa fase critica può compromettere lo sviluppo fisiologico degli animali e influenzarne negativamente le prestazioni produttive future. L’introduzione delle tecnologie in ovo consente di superare questa limitazione, fornendo all’embrione nutrienti ed elementi immunostimolanti in grado di modulare i processi fisiologici ed epigenetici, con effetti benefici sulla crescita e sulla risposta immunitaria.

L’integrazione di sostanze quali amminoacidi, vitamine, probiotici e immunostimolanti durante l’incubazione favorisce un ambiente ottimale per la crescita embrionale, riducendo la necessità di trattamenti antibiotici post-nascita e migliorando il benessere complessivo degli animali. L’evoluzione delle tecniche di iniezione in ovo ha portato allo sviluppo di sistemi altamente specializzati, capaci di garantire precisione e affidabilità nella somministrazione. L’iniezione delle sostanze può avvenire in diverse regioni dell’uovo, tra cui il sacco vitellino, la camera amniotica e il liquido allantoideo, ognuna delle quali presenta specifiche implicazioni metaboliche e fisiologiche.

Oltre ai benefici nutrizionali, l’impiego di immunostimolanti e vaccini in ovo ha mostrato un notevole potenziale nella prevenzione delle malattie infettive, offrendo una protezione precoce e duratura contro gli agenti patogeni più diffusi nel settore avicolo.

Parallelamente, l’inoculazione di prebiotici e probiotici si è rivelata efficace nella modulazione del microbiota intestinale, favorendo la crescita di una flora batterica benefica e potenziando la risposta immunitaria dell’animale. Un’ulteriore innovazione riguarda l’utilizzo di nanoparticelle di micro-minerali come selenio e zinco, che hanno dimostrato effetti positivi sul metabolismo e sulla resistenza allo stress ossidativo, contribuendo alla robustezza e alla longevità degli animali.

Il rapido progresso tecnologico e la crescente attenzione alla sostenibilità rendono queste innovazioni sempre più accessibili. Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi, l’implementazione su larga scala di queste tecnologie richiede un’attenta valutazione di diversi fattori, tra cui i dosaggi e i tempi di somministrazione, al fine di garantire la sicurezza e l’efficacia delle sostanze impiegate. Inoltre, è essenziale analizzare gli effetti a lungo termine sul benessere animale e sulla qualità del prodotto finale. Le principali sfide da affrontare riguardano il costo delle attrezzature e la necessità di una formazione specializzata per il personale, indispensabile per assicurare una corretta applicazione delle tecniche.

L’opportunità̀ di intervenire direttamente sull’embrione, fornendo nutrienti e stimolando precocemente le difese immunitarie, rappresenta un’innovazione senza precedenti per ottimizzare l’efficienza produttiva e ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi.   

Con l’integrazione delle tecnologie in ovo e l’attenzione costante al benessere animale, l’avicoltura si proietta verso un futuro in cui innovazione, efficienza e sostenibilità̀ si fondono in un equilibrio armonico, in cui l’unione tra conoscenze avanzate di fisiologia embrionale e innovazioni in bioingegneria sta delineando nuove prospettive per il futuro dell’avicoltura.