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Alimentazione, geni e metabolismo lipidico

di Raffaella Tudisco

Negli ultimi decenni l’attenzione al legame tra ciò che si mangia e ciò che è scritto nel nostro codice genetico sta assumendo un’importanza sempre maggiore, in quanto l’alimentazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio che predispongono un individuo all’insorgenza di patologie cronico-degenerative (es. malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione, obesità e cancro) (Bordoni et al., 2021). La Nutrigenomica si occupa di studiare come la nutrizione, e quindi gli alimenti, possano condizionare l’espressione dei geni ovvero influenzarne l’accensione o il silenziamento, al fine di capire come le molecole bioattive presenti in esse modulano l’equilibrio tra salute e malattia.

Oggi si è sempre più consapevoli che una corretta alimentazione associata ad un adeguato stile di vita sono fondamentali per il mantenimento di uno stato di salute e di benessere sin dalle prime fasi di vita dell’uomo (Innis, 2011). In realtà, diversi studi hanno dimostrato che adeguate abitudini alimentari dovrebbero essere adottate già a partire dall’epoca prenatale. Infatti, c’è una vera e propria programmazione per cui l’alimentazione della madre durante la gravidanza può andare ad interagire con il DNA del nascituro influenzandone così il fenotipo con cambiamenti epigenetici (Aagaard-Tillery et al., 2008). Nonostante questa consapevolezza le abitudini alimentari, soprattutto nei paesi occidentali, sono squilibrate e scorrette per non parlare dello stato di vita sedentario.

All’interno di una corretta dieta i prodotti di origine animale (latte, carne e uova) hanno un ruolo importante, in funzione del significativo contributo che tali alimenti apportano in termini di nutrienti indispensabili al regolare sviluppo corporeo e al mantenimento di un soddisfacente stato di benessere. Il tipo di allevamento, l’alimentazione e lo stato di benessere dell’animale sono fattori che possono indurre modificazione fenotipiche che si traducono in una minore efficienza riproduttiva, ma anche in una diminuzione quanti-qualitativa del prodotto di origine animale.  L’alimentazione, in particolare, gioca un ruolo importante nella regolazione del metabolismo, soprattutto di quello lipidico, esprimendo o silenziando geni specifici. I geni non possono essere modificati nella loro struttura, ma stimolati ad attivarsi o disattivarsi in risposta ai messaggi provenienti dai vari nutrienti presenti nella dieta.

Attraverso una dieta ricca in foraggi, soprattutto freschi, e l’uso di alimenti funzionali, è possibile modulare il metabolismo lipidico per ottenere prodotti di origine animale con caratteristiche nutrizionali migliorate, come un latte ricco in acidi grassi polinsaturi ed in particolare di CLA (isomeri dell’acido linoleico coniugato) a cui è stata attribuita una chiara attività anticancerogena. Numerosi nutrienti agiscono come modulatori dell’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici e l’attivazione di fattori di trascrizione specifici. Ad esempio, acidi grassi come gli omega-3 sono noti per reprimere l’espressione del gene Stearoyl-CoA desaturasi (SCD), che regola i geni coinvolti nella β-ossidazione e quindi la presenza di CLA nel latte (Tudisco et al., 2019).

L’interazione tra alimentazione, espressione genica e metabolismo lipidico rappresenta un ambito fondamentale della nutrigenomica animale.Comprendere e sfruttare questi meccanismi consente di migliorare le caratteristiche dietetico-nutrizionali degli alimenti, ma anche di promuovere la salute degli animali e, soprattutto, quella del consumatore finale.

Fonti

  1. Innis, S.M. (2011). Metabolic programming of long-term outcomes due to fatty acid nutrition in early life. Maternal and Child Nutrition, 7: 112-123.
  2. Aagaard-Tillery, K.M. et al (2008). Developmental origins of disease and determinants of chromatin structure: maternal diet modifies the primate fetal epigenome. J Mol Endocrinol., 41: 91-102.
  3. Bordoni, L. et al. (2021). Nutrigenomics of Dietary Lipids. Antioxidants, 10: 994.
  4. Tudisco, R. et al. (2019). Influence of Pasture on Stearoyl-CoA Desaturase and miRNA 103 Expression in Goat Milk: Preliminary Results. Animals, 9: 606.