di Antonio Calamo
Chi è stato adolescente negli Anni ’70-‘80, in epoca pre-internet, ricorda le mitiche ricerche scolastiche. Compiti assegnati alle medie e alle superiori dove alle difficoltà di rinvenire le informazioni si sommava quella di procurarsi le immagini che avrebbero dovuto corredare il testo. Di solito ne facevano le spese le riviste o i libri dei genitori che, saccheggiati a colpi di forbici, rimanevano testimoni del lavoro fatto.
Il 30 aprile 1986 l'Italia si è collegata per la prima volta a Internet e da quel momento le cose, anche per le ricerche scolastiche, sono cambiate radicalmente.
Internet ha rivoluzionato il modo in cui interagiamo con il mondo digitale, permettendoci di scoprire e condividere una vasta gamma di contenuti creativi, compresi testi e immagini. Tuttavia, dietro questa facilità di accesso, si sono fin da subito nascoste questioni cruciali legate al diritto d'autore e alle autorizzazioni per l'utilizzo di opere protette, insieme, oggi, alle nuove frontiere aperte dall'Intelligenza Artificiale (IA) nella generazione di immagini.
L'utilizzo di immagini trovate su Internet comporta rischi di violazione del copyright. Anche se un'immagine è online, non significa che sia automaticamente disponibile per un uso libero. È essenziale verificare sempre le condizioni di utilizzo delle immagini, includendo l'attribuzione e le autorizzazioni fornite. Alcuni siti offrono immagini con licenze gratuite o a pagamento che consentono un uso legale e sicuro.
Il diritto d'autore è il pilastro della protezione legale per gli autori. Quando parliamo di contenuti su Internet, qualsiasi opera originale - che siano testi, immagini, musica o altro - è automaticamente protetta dalla legge sul diritto d'autore. Questo significa che chiunque voglia utilizzare o condividere tali contenuti deve ottenere il permesso dell'autore o del detentore dei diritti, a meno che l'uso non rientri in eccezioni come l'uso equo, ad esempio includere una citazione di un famoso romanzo per supportare un’argomentazione. Si utilizza, quindi, una piccola parte di un lavoro a fini educativi e ciò non influisce sul valore di mercato del romanzo.
Le licenze Creative Commons (CC) forniscono uno strumento flessibile per consentire agli autori di definire i diritti di utilizzo delle loro opere. Le licenze CC consentono di specificare in modo chiaro come gli altri possono utilizzare e condividere il proprio lavoro, includendo condizioni come l'attribuzione dell'autore o l'uso non commerciale. Queste licenze facilitano la condivisione legale di contenuti online, offrendo una via intermedia tra il copyright tradizionale e la totale disponibilità pubblica. Infatti, mentre il copyright richiede un’esplicita autorizzazione dell’autore per ogni utilizzo dell’opera creativa, le CC esprimono, da subito, per quali utilizzi l’uso è consentito.
Le immagini generate dall’IA sollevano interrogativi nuovi e affascinanti in merito al diritto d'autore. Quando un algoritmo crea un’immagine, chi possiede i diritti su di essa? L’utente che ha scritto il prompt, l’informatico che ha programmato l’intelligenza o invece i diritti vanno divisi tra le migliaia di autori che hanno realizzato le immagini su cui è stata addestrata l’IA? La legislazione al momento non è chiara su questi aspetti.
Alcuni servizi di generazione di immagini richiedono il riconoscimento dell'IA come autore o limitano l'uso delle immagini create. Quindi leggere attentamente le condizioni di utilizzo è cruciale prima di utilizzare o condividere immagini generate dall’IA.
In conclusione, Internet ha cambiato radicalmente il modo in cui interagiamo con i contenuti creativi, ma ha anche sollevato importanti questioni legali. Il diritto d'autore, le licenze Creative Commons e le immagini generate dall'intelligenza artificiale sono aspetti essenziali di questo panorama in continua evoluzione. Educarsi sulle normative e le migliori pratiche è fondamentale per garantire un utilizzo responsabile e legale dei contenuti online, contribuendo così a promuovere la creatività nel rispetto dei diritti degli autori.