di Nicola Lattero*
I sistemi di produzione dei piccoli ruminanti (ovini e caprini) sono una componente importante del settore lattiero/caseario e delle carni nell’area del Mar Mediterraneo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove l’allevamento rappresenta l’unica impresa possibile in zone inadatte alla coltivazione. Garantire la sostenibilità di questi sistemi di allevamento anche in relazione ai recenti cambiamenti climatici è l’importante sfida che nei prossimi anni saremo costretti ad affrontare.
I parassiti rappresentano uno dei principali ostacoli alla produzione, alla salute e al benessere dei piccoli ruminanti. Gli ovini al pascolo sono spesso esposti a parassiti multipli e la diagnosi precoce di queste infezioni è di fondamentale importanza per pianificare strategie di controllo e trattamento sostenibili e a basso impatto sull’ecosistema. Tra le infezioni parassitarie, l'echinococcosi cistica (CE), causata dagli stadi larvali della piccola tenia Echinococcus granulosus, è considerata una delle più importanti zoonosi negli ovini al pascolo nell'area mediterranea, in grado di generare gravi ripercussioni economiche e danni alla salute animale (ridotta resa e qualità di carne, latte e lana, minore tasso di natalità, ritardo della crescita ecc.). Le uova del parassita espulse nell'ambiente da canidi infetti mediante le feci sono la fonte di infezione per ovini, caprini e altri ospiti intermedi quali l'uomo. I cani, specialmente quelli randagi, svolgono un ruolo fondamentale nella trasmissione del parassita a causa del loro libero roaming nelle aree di pascolo e nelle aziende agricole, con libero accesso alle frattaglie e alle carcasse infettate provenienti dalla macellazione domestica del bestiame. Ad oggi, il controllo e la prevenzione di questa malattia sono molto difficili a causa della complessa epidemiologia di E. granulosus e della mancanza di strumenti diagnostici adeguati.
In questo contesto, i sensori GPS (Global Positioning System) e i droni pilotati da remoto si configurano come strumenti utilissimi a definire strategie di controllo efficaci e sostenibili per il controllo della CE. Consentono, infatti, di monitorare in maniera continua e in tempo reale i movimenti degli animali al pascolo e di quelli randagi che gravitano nei pressi dell’area di pascolo. L'impiego di collari con sensori GPS integrati è di grandissima utilità nella comprensione dei modelli di diffusione della malattia, poiché consentono una mappatura dettagliata delle aree maggiormente frequentate dagli animali e quindi dei punti critici in cui concentrare le azioni di controllo. L'utilizzo di veicoli aerei senza equipaggio (UAV) per il trattamento di cani randagi o altri canidi nelle aree di pascolo rivoluzionerà distribuzione di farmaci antielmintici sul territorio, infatti,il rilascio mirato di esche medicate sul territorio consentirà una copertura più efficiente delle aree di pascolo e ridurrà lo spreco di risorse, consentendo di raggiungere luoghi difficilmente accessibili. Le moderne telecamere da traccia per il monitoraggio di animali vaganti/selvatici alimentate da energia solare ci abiliteranno alla ricezione di notifiche istantanee e personalizzate con le quali saremo aggiornati in tempo reale sui movimenti della fauna selvatica nelle aree oggetto di monitoraggio.
L’utilizzo combinato di queste nuove tecnologie è tra le attività di ricerca nell’ambito del progetto ECHINO-SAFE-MED "Nuovi strumenti sostenibili e azioni innovative per il controllo dell'echinococcosi cistica negli allevamenti ovini nell'area mediterranea: miglioramento della diagnosi e della sicurezza in risposta ai cambiamenti climatici" (sostenuto da PRIMA - Partnership for research and innovation in the Mediterranean area) che mira a migliorare le attività di sorveglianza e controllo per gli ospiti definitivi (cani) e intermedi (pecore) di E. granulosus in quattro paesi del Mediterraneo (Italia, Grecia, Algeria e Tunisia) dove la CE è altamente endemica. L’obiettivo del progetto, iniziato nel 2021 e con durata triennale, è quello fornire strumenti sostenibili ed economici, nonché strategie innovative per il controllo della CE negli allevamenti ovini, allo scopo di migliorare salute, benessere e produttività del settore dell'allevamento dei piccoli ruminanti nelle regioni mediterranee. L’uso di strategie diagnostiche, di surveillance e di controllo innovative porterà alla definizione di nuove linee guida per un controllo più sostenibile della CE da estendere ad altre aree endemiche del Mediterraneo.
Le tecnologie innovative renderanno più efficaci le azioni messe in atto per contrastare la diffusione dell’CE sul territorio, miglioreranno la qualità di vita degli animali nelle zone ad alto rischio endemico e apriranno nuove prospettive nella gestione delle malattie zoonosiche, dimostrando che l'innovazione tecnologica è un alleato cruciale nella tutela della salute pubblica