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“Alla ricerca della qualità” - Una trama da Oscar

di Giuseppe Terlizzi* e Vincenzo Peretti

La qualità è una cosa seria! Parliamo di un semplice sostantivo associabile ad ogni oggetto, soggetto o concetto che ne evidenzia il significato e il valore.

L’ambito del food è tra i più esemplificativi in tema di qualità: lo testimoniano il successo delle produzioni a denominazione Dop, Igp e Stg[1] che, sottostando ad un rigido disciplinare di produzione, conferiscono ad un prodotto la “marchiatura” come valore aggiunto a certificazione di origine, tradizione e sicurezza. La certificazione di prodotto e processo garantisce poi che l’impresa si impegni sia nel campo della sicurezza, ma anche sotto il profilo ambientale, della corrispondenza con i requisiti normativi, di etica sul lavoro e tracciabilità e qualità del prodotto.

Ma da dove nasce questo concetto e da quando l’uomo ha iniziato a inseguire il perfezionamento produttivo? 

La storia della qualità nasce in tempi lontani quando la società, paradossalmente, fondava i propri bisogni sulla sopravvivenza e dove la scelta del ''buono'' o del "vero'' non era largamente diffusa. Di pari passo al miglioramento delle condizioni di vita l'uomo ha capito di non potersi esimere dalla ricercatezza di alcuni elementi indispensabili al benessere catalogandone la validità, la sicurezza e la riproducibilità. Nel tempo si sono susseguiti eventi che, nonostante oggi sembrino banali, nel passato hanno rappresentato delle vere e proprie rivoluzioni. Di seguito alcuni piccoli passi che hanno portato alla moderna concezione di qualità:

  • nel XVIII secolo Hammurabi (re di Babilonia) enunciava, nella stele giuridica più antica mai conosciuta, che i costruttori e gli artigiani dovevano rispettare degli standard qualitativi che tutelassero i cittadini;
  • nel XIII secolo i Fenici incaricavano degli ispettori per il controllo della qualità delle derrate alimentari nei mercati;
  • nel Medioevo vennero formate le corporazioni a tutela del sapere degli artigiani formalizzando, di fatto, la trasmissione delle tecniche di lavorazione in diversi ambiti;
  • nel 1986 in Giappone nacque la filosofia Kaizen intesa come la capacità di definire un processo creativo e organizzativo basandosi su un principio chiaro: l'ottimizzazione e il continuo perfezionamento con l’obiettivo di raggiungere la qualità totale;
  • nel 1992 nascono le denominazioni Dop e Igp grazie al Regolamento CEE 2081/92 emanato dalla Comunità Europea.

Questi esempi ci accompagnano nel tempo, nello spazio e nei più disparati tessuti sociali a dimostrazione della continua ricerca della qualità da parte degli esseri umani. Queste piccole scelte hanno assunto le forme di leggi, ideologie e volontà sociali che, in qualche modo, hanno sempre alimentato questa macchina.

Attualmente le produzioni alimentari in Italia vivono un periodo d’oro e la società del consumo compulsivo non può che rallentare la sua corsa, fermarsi e ammirare l’operato marchiato Made in Italy: più di 320 sono le denominazioni italiane Dop, Igp e Stg che uniscono, con le note del sapore e del profumo, secoli di sapere artigiano, biodiversità delle materie prime, tradizioni e sicurezza.

Non ti fermare all’apparenza nel valutare un prodotto ma impara a capirne le sfumature, le peculiarità e il valore aggiunto. Educarsi alla comprensione della qualità è una nobile virtù a cui l’uomo moderno, con tutti i mezzi e i canali che ha a disposizione, non deve rinunciare.

Stay hungry, stay quality.

 

*Allievo Master I livello in ‘Divulgazione Scientifica e Comunicazione nella Salute Pubblica’


[1] DOP: di origine protetta; IGP: indicazione geografica protetta; STG: specialità tradizionale garantita.