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Alimentazione del cane e del gatto: miti e leggende

Giacomo Biagi e Monica I. Cutrignelli

Questa sezione di ‘Un Mondo di Bufale’ affronterà in cinque puntate alcuni dei tanti ‘miti nutrizionali’ più diffusi rispetto all’alimentazione di cani e gatti. Sono teorie prive di base scientifica, che si diffondono tra i proprietari attraverso passaparola, siti e blog frequentabili sul web, social.

Gli argomenti trattati sono pubblicati nell’Appendice del libro ‘Nutrizione e Alimentazione del Cane e del Gatto’ di Giacomo Biagi (UNIBO), Biagina Chiofalo (UNIME), Monica Isabella Cutrignelli (UNINA), Anna De Angelis (UNICT), Eleonora Fusi (UNIMI), Giorgia Meineri (UNITO), Liviana Prola (UNITO), Rebecca Ricci (UNIPD), Misa Sandri (UNIUD) – Ed. Edagricole (2021). https://documentcloud.adobe.com/link/track?uri=urn:aaid:scds:US:95dbbfe8-dde3-4144-a34e-fa51aa9a821d

Seconda puntata. Principi nutritivi.

Dopo la cottura, pasta e riso vanno lavati per allontanare l’amido

Questo è un mito estremamente diffuso tra i proprietari di cani che ricorrono all’impiego di diete casalinghe contenenti pasta o riso come fonte di amido. In genere, chi lava pasta e riso dopo averli cotti e scolati è convinto, in questo modo, di allontanare l’amido, che sarebbe altrimenti poco digeribile per il cane. Si tratta però di un convincimento piuttosto curioso se si considera che riso e pasta sono composti principalmente da amido (circa 70-80%), e davvero non si capisce cosa resterebbe di questi ingredienti se effettivamente con il risciacquo venisse allontanato l’amido. Peraltro, l’amido dei cereali, se debitamente sottoposto a cottura, è ben digerito anche da cani e gatti.

Cuccioli di cane di taglia grande e gigante devono ricevere mangimi con più calcio, fosforo e vitamina D rispetto a quelli di taglia piccola

Ecco un esempio di ‘mito nutrizionale’ che, sebbene sbagliato, è purtroppo ancora oggi ritenuto valido da numerosi allevatori e proprietari di cani di taglia grande o gigante. Alla base di questa errata convinzione c’è la considerazione che il cucciolo deve diventare molto grande e, crescendo molto rapidamente, ha bisogno di molto calcio (Ca) e fosforo (P) che sono i principali costituenti delle ossa (mentre la vitamina D partecipa all’assorbimento del Ca in intestino e al metabolismo di Ca e P). Si dimentica però che, a sostegno del proprio accrescimento, il cucciolo di grande taglia deve assumere notevoli quantità di alimenti e, quindi, ingerisce anche elevate quantità di Ca, P e Vit. D, senza che sia necessario aumentare la concentrazione di questi nutrienti nella dieta. Inoltre, al di là dei quantitativi di alimenti ingeriti e della taglia, in presenza di una dieta completa e appositamente formulata per un cucciolo di cane, i quantitativi di Ca e P sono già aumentati, rispetto ai mangimi di mantenimento per i cani adulti (FEDIAF, 2020). Tra l’altro, esistono alcuni studi (Hedhammar et al., 1975; Hazewinkel, 1985) che indicano come le diete troppo ricche di Ca possano aumentare l’incidenza di alcune problematiche articolari di cui frequentemente soffrono i cani appartenenti alle razze di grande taglia. Sebbene gli studi citati siano piuttosto datati ed entrambi condotti in cuccioli di Alano, si ritiene prudente evitare di eccedere con la somministrazione di Ca ai cuccioli di taglia grande e gigante. Quindi, in presenza di una dieta già completa e appositamente formulata per un cucciolo di cane, non è opportuna alcuna ulteriore integrazione di Ca, P e Vit. D.

L’amido è un ‘riempitivo’

Ecco un’affermazione sbagliatissima con cui ci si imbatte spesso, secondo la quale cani e gatti non possono digerire l’amido che sarebbe pertanto solo un ‘riempitivo’. L’affermazione è talmente sciocca che quasi non meriterebbe di essere commentata: è infatti evidente che, se l’amido è cotto a sufficienza viene ben digerito sia dai cani che dai gatti, per i quali rappresenta una fonte di glucosio, e quindi di energia. L’uso dell’amido come fonte energetica, tra l’altro, preserva alcuni principi nutritivi essenziali come gli aminoacidi e gli acidi grassi, che non dovendo essere utilizzati per fornire energia, possono essere impiegati dall’organismo a scopo plastico. Del resto, se l’amido non venisse digerito provocherebbe evidenti sintomi intestinali, con aumento del volume delle feci o episodi di diarrea, come infatti capita di osservare quando l’animale riceve quantità significative di amido non cotto a sufficienza o in alcune razze canine caratterizzate da deficiente produzione di amilasi (Taylor Reiter e Capellini, 2016). D’altra parte, noi stessi non mangeremmo mai la pasta, il riso o le patate crudi.

Fonti
FEDIAF (2020) – FEDIAF scientific advisory board nutritional guidelines for complete and complementary pet food for cats and dogs. https://doi.org/10.1016/ s0140-6736(84)91417-x.

Hazewinkel H.A.W. (1985) – Influences of chro- nic calcium excess on the skeletal development of growing great danes. Journal of the American Animal Hospital Association 21, 377-391.

Hedhammar A., Wu F.M., Krook L. (1974) – Overnutrition and skeletal disease: an experimental study in growing great dane dogs. X Discussion. Cornell Veterinarian 64, s5-s160.

Taylor Reiter E.J., Capellini T.D. (2016) – Dietary variation and evolution of gene copy number among dog breeds. Plos One, 11, e0148899.