di Adriana Mangini*
Lo scenario che sta caratterizzando l’inizio del Terzo Millennio è quello di eventi apocalittici, meglio conosciuti come cambiamenti climatici, alterazioni che hanno origine sia naturale che antropica.
Tra le varie problematiche derivanti, si annovera l’effetto serra, causato dalla produzione di gas serra (GHG) in atmosfera. Il settore zootecnico è accusato di esserne il maggiore produttore poiché i GHG vengono generati attraverso l’attività di eruttazione dei ruminanti (metano) ed una scorretta gestione dei loro reflui (protossido d’azoto). Il settore primario è diventato un problema per la società odierna, soprattutto perché il numero di animali allevati per soddisfare i bisogni alimentari di popolazioni in continua crescita è aumentato, e con questo anche la produzione di alimenti ad uso zootecnico.
Prende dunque sempre più piede e diventa criterio di scelta, nel nuovo concept di società green, il tema dello “sviluppo sostenibile” che per definizione può essere descritto come “sviluppo che permette la crescita e la soddisfazione dei propri bisogni, senza ledere quelli altrui e quelli delle generazioni future”.
In risposta a questa tendenza nascono, tra le tante iniziative, due programmazioni Europee importanti: l’Agenda 2030 e la nuova PAC 2023-2027 (Politica Agricola Comune), che tra i loro molteplici obbiettivi, ne presentano alcuni coincidenti questo topic: mitigare i cambiamenti climatici, migliorare i servizi ecosistemici, preservare gli habitat e i paesaggi, salvaguardare la qualità dell’alimentazione e della salute umana.
I servizi ecosistemici nel settore primario prendono il nome di servizi agro-ecosistemici, e sono un flusso di servizi e benefici, che si originano dall’interazione fra gli organismi presenti in un ecosistema, più precisamente il “sistema agro-zootecnico” e dalla cui scorretta gestione possono generarsi anche dei “disservizi”.
Del settore zootecnico viene messa in discussione la sostenibilità e le tematiche su cui si basano attacchi posti da associazioni ambientaliste e da liberi cittadini sono: impatto ambientale ed economico, benessere animale, e igiene e salute degli alimenti prodotti per il consumo umano.
Premessa: non uno, ma molti sistemi di allevamento
L’errore più comune, principale causa di svariate polemiche, è quello della generalizzazione delle realtà allevatoriali, seguito dalla carenza delle informazioni o non conoscenza del mondo agro-zootecnico. In zootecnia i sistemi di allevamento sono riconducibili a tre tipologie: confinato, brado e semibrado. Questa suddivisione è soggetta a delle specifiche, ossia le varie esigenze e limiti imposti da una serie di fattori che devono essere tenuti in considerazione quando si decide di metter su una realtà agro-zootecnica. Ad esempio: luogo, dimensioni, clima, disponibilità foraggera, limiti dettati dall’ambiente (un sistema montano è diverso da un sistema in pianura), economia territoriale. Da questo è facilmente intuibile che le problematiche ed esigenze da affrontare sono variabili e difficili da standardizzare.
Tematiche oggetto di speculazioni e fake news
Impatto ambientale
Dal 1979 ad oggi sono state stipulate convenzioni e protocolli come Goeteborg, Kyoto, Doha Amendment, e dal 2016 il Paris Agreement, con lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra promuovendo forme di agricoltura sostenibile alla luce dei cambiamenti climatici. Tra le azioni di adattamento e mitigazione vi sono l’allevamento e la riproduzione di animali più rustici e resilienti al cambiamento climatico, i sistemi zootecnici montani a basso impatto per minore intervento dell’uomo e maggior utilizzo di foraggi locali (e dunque diminuzione di input esterni come i trasporti, di fertilizzanti chimici e di concentrati), Precisione Livestock Farming che propone, fra le tante possibili soluzioni, il precision feeding and gene editing.
Benessere animale
In UE vigono gli standard più elevanti al mondo basati sulle cinque libertà. La direttiva 98/58/CE definisce i criteri di tutela minimi (es. arricchimenti ambientali), ma esistono altre direttive che definiscono gli standard per il trasporto e la macellazione. Relativamente a questo aspetto, le principali differenze tra intensivo ed estensivo riguardano nel primo caso maggior controllo animali, ma minor espressione dell’etogramma, nel secondo caso minor controllo animali ma maggior espressione etogramma. Ciò non toglie che nell’allevamento intensivo esistono direttive che vanno a tutelare le possibili mancanze, garantendo il benessere degli animali. Vanno inoltre considerate le razze scelte per l’allevamento, che hanno diverso adattamento (es. Frisona e Podolica). Certo, nei vari comparti ci sono ancora importanti passi da compiere.
Igiene e salute degli alimenti prodotti per il consumo umano
Agenda 2030 e PAC inseriscono obiettivi come: combattere la fame del mondo, la salvaguardia della qualità dell’alimentazione e della salute umana. Ma già trent’anni fa veniva introdotto il concetto di “sovranità alimentare” che “valorizza la cultura di un cibo salutare, prodotto in maniera ecologica e sostenibile, con sistemi di produzione a bassi input esterni favorendo le buone pratiche agricole e promuovendo in tutto il mondo i sistemi locali del cibo” o ancora la F2F Farm to Fork ed ancora l’EFSA che sostiene che “Benessere animale = Salubrità prodotti = Salute del consumatore”, questo rende chiara, quindi, la proiezione verso cui è indirizzato il comparto agro-zootecnico.
Pertanto, prima giudicare la sostenibilità di un determinato sistema agro-zootecnico, bisogna analizzarlo e contestualizzarlo perché le realtà allevatoriali sono molteplici e specifiche, ognuna strutturata in diverso modo in base ad esigenze, ambiente ed economia territoriale. Ed esistono diverse tecnologie che si possono applicare. Sembra allora logico non generalizzare, e analizzare sempre con occhio critico ogni situazione, perché diversa.
Interrogarsi sul proprio stile di vita può essere il primo passo e prendere parte/interessarsi a quello che ci accade intorno il secondo.
La cultura, l’educazione all’ambiente e l’educazione alimentare sono concetti che devono concretizzarsi nella vita di tutti. Oggi più che mai le nostre scelte si riflettono nelle cose che ci circondano, ma anche sulle altre persone e sulle generazioni future. Quanto descritto, dunque, sottolinea come non esista un sistema migliore di un altro, ma giusti compromessi e adozione di scelte sostenibili.
*Dottoressa in Tecnologie delle Produzioni Animali