Slider news

Sterilizzazione e comportamento aggressivo, qual è la verità?

di Luigi Sacchettino e Danila d’ Angelo

Nell’ambito del comportamento del cane si è spesso portati a pensare che castrare il proprio animale sia un toccasana o una panacea per il suo carattere: “E’ agitato? Castralo, si calmerà”, “È aggressivo con le persone? Castralo, smetterà”.

In realtà, si tratta di una bufala ancor ampiamente diffusa. La castrazione chirurgica del cane maschio prende il nome di orchiectomia e consiste nella rimozione delle gonadi maschili, i testicoli, sede di produzione del testosterone e degli spermatozoi. La scienza cerca da anni di dare risposte dell’effetto di tale procedura chirurgica sul comportamento aggressivo/agitato nei cani, ma i risultati sono ancora dibattuti. Uno studio di Nielsen e colleghi nel lontano 1997 ha suggerito che la castrazione induca una riduzione dei comportamenti quali marcature, tentativi di monta, masturbazione, aggressività territoriale e aggressività verso altri cani maschi.Tuttavia, uno studio più recente (Mengoli et al., 2010) non ha trovato alcun effetto terapeutico della castrazione sui comportamenti di aggressione tra maschi, sul vagabondaggio, e sul comportamento di monta. La castrazione sembra ridurre i comportamenti sessualmente dimorfici, ma sembra avere poco effetto su quei comportamenti che, invece, non sono tali. Per esempio, se un cane sta montando un altro cane perchè è stressato o infastidito da quella interazione sociale, è probabile che la sterilizzazione   non cambi l'espressione di tale comportamento. Se, invece, un cane attua il comportamento di monta a causa degli ormoni sessuali, sarà molto probabile che l’intervento di castrazione diminuisca tale atteggiamento. Allo stesso modo, se la marcatura è di natura territoriale, molto probabilmente potrebbe ridursi con l’orchiectomia, ma, se è dovuta all’ansia o ad un disagio nel rapporto coi membri della famiglia, l’intervento chirurgico non sarà terapeutico.

Gli studi sono contrastanti anche sull’impatto della castrazione verso i comportamenti sociali: diverse ricerche hanno dimostrato che i cani castrati sono suscettibili di sviluppare aggressività contro le persone (Dinwoodie et al., 2019; Guy et al., 2001; Liinamo et al., 2005) e verso altri cani (Flint et al., 2017). Altri studi, invece, hanno anche evidenziato che i cani castrati possono mostrare meno aggressività contro i proprietari (Hsu et al., 2010).

In uno studio retrospettivo che ha coinvolto 217 cani presentati per aggressività intraspecie, poco più della metà erano femmine e quasi tutti erano sterilizzati. Allo stesso modo, la maggior parte dei cani di sesso maschile presentati per aggressività nei confronti del’altro cane di famiglia erano stati castrati (Feltes et al., 2020).

In un ampio studio che ha coinvolto 13.795 cani, i soggetti castrati tra i 7 e i 12 mesi di età avevano più probabilità di mostrare aggressività contro gli sconosciuti rispetto a quelli che erano stati castrati successivamente, a 18 mesi di età o che non erano stati castrati (Farhoody et al., 2018). Questo risultato mette in risalto l’importanza di un corretto sviluppo comportamentale, il valore dell’adolescenza come periodo critico e del raggiungimento della maturità sociale che arriva dopo quella sessuale, grazie anche a tutte le esperienze compiute nei primi due anni di vita. Infatti, traumi durante queste fasi di sviluppo possono avere un grande impatto sulla probabilità del cane di sviluppare un disturbo comportamentale. È pertanto consigliabile aspettare la maturità sessuale dell’animale, in quanto sia le esperienze compiute, sia il testosterone e gli ormoni tiroidei ad esso collegati sono essenziali per la crescita sana dell’individuo e per la sua stabilizzazione emotiva.

La crescente evidenza nella pratica comportamentale dimostra che per alcuni dei nostri pazienti il danno della castrazione, soprattutto in giovane età, è maggiore dei benefici. La decisione di castrare un cane maschio non va pertanto compiuta con leggerezza, credendo che cambi in meglio il carattere del cane, ma invece dovrebbe essere basata su fattori di rischio per malattie comportamentali, oncologiche, gravidanze indesiderate, e altre preoccupazioni di natura medica. Ogni paziente ha una sua propria personalità, che un intervento di castrazione non può modificare. Pensare che il comportamento risieda solo nei testicoli significa ridurre l’individualità ad un concentrato di ormoni.

Per concludere, possiamo affermare che la sterilizzazione può aiutare a prevenire l'aggressione tra maschi, quella territoriale, l’aggressività materna e i cambiamenti di comportamento durante l'estro. Tuttavia, non è probabile che abbia un effetto positivo sull'aggressione al di fuori di queste categorie specifiche.  Nei nostri amici a quattro zampe l’adozione consapevole, la socializzazione adeguata nei primi mesi di vita, un rapporto sereno con i proprietari e l’educazione basata sulla ricompensa a partire dalla giovane età sono i modi migliori per ridurre al minimo i rischi di comportamento aggressivo. È per questo che risulta funzionale effettuare una visita comportamentale già quando il nostro cane è cucciolo per comprendere come meglio relazionarsi a una specie diversa dalla nostra, conoscere il suo linguaggio, le sue motivazioni e i suoi bisogni.