di Yolande T. R. Proroga
Gli insetti sono sulla nostra tavola da tempo, ma in pochi lo sanno: si stima che ogni persona assuma circa 500 g di insetti/anno. Alcuni alimenti dallo spiccato colore rosso come le caramelle gommose, yogurt, frutta sciroppata, patatine piccanti e/o al bacon, alcuni insaccati, torte e bevande (aperitivi e succhi di frutta) assumono questa colorazione marcata grazie all’utilizzo di un colorante proveniente dalla cocciniglia (indicata in etichetta come E120). Ad essi vanno aggiunti altri prodotti come confetti, torrone che vengono lucidati con la gommalacca (E904), secrezione resinosa prodotta anch’essa dalla cocciniglia della lacca o Kerria. Oggi gliinsetti rappresentano un’importante fonte proteica per oltre 2 miliardi di persone e sono ben 1900 le specie attualmente edibili.
In Italia sono state autorizzate, al consumo umano, solo quattro specie, Acheta domesticus (o grillo domestico) e Alphitobus diaperinus (verme della farina minore) nel gennaio 2023 (Reg. CE 05/2023) che vanno ad aggiungersi a Tenebrio molitor (o tarma della farina) (Reg. di esecuzione UE 2022/169 della Commissione) e Locusta migratoria (Locusta migratoria), già autorizzata nel regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470. Ma quali sono i reali vantaggi legati all’utilizzo degli insetti nella nostra alimentazione? L’allevamento di insetti si caratterizza per un’elevata sostenibilità, difatti basti pensare che il fabbisogno idrico dei grilli è pari al 0.005% rispetto a quello bovino per produrre lo stesso quantitativo di proteine.
Ugualmente, la necessità di superficie per la produzione di 1 kg di carne bovina è pari 200 m2 rispetto ai 15 m2 necessari per l’allevamento degli insetti. Il loro valore proteico è pari al 69%, di 2 volte superiore a quello della carne bovina. Le proteine di insetto sono facilmente digeribili, più delle proteine vegetali e in misura simile alle proteine delle uova o delle carni. All’alto valore proteico, inoltre, si associa un’elevata presenza di vitamina B12, ferro, fosforo, potassio. Il rischio di contrarre malattie di origine batterica in seguito all’ingestione di insetti è molto basso, diversamente, è comunque possibile una contaminazione da micotossine, antibiotici, pesticidi, metalli pesanti. Ulteriore rischio alimentare, non trascurabile, è rappresentato dalle possibili allergie, rischio legato sia alla presenza negli insetti di allergeni ancora poco noti, sia all’appartenenza di alcuni insetti al phylum degli artropodi, che include anche i crostacei, pertanto le persone allergiche ai crostacei possono esserlo anche agli insetti.
Pertanto, è fondamentale che questi prodotti siano facilmente riconoscibili e correttamente etichettati, elementi riportati nei quattro decreti sull'etichettatura dei prodotti a base di insetti a firma del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e con il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ultimo, ma non trascurabile, è il rischio rappresentato da eventuali incidenti strutturali degli allevamenti, difatti la fuoriuscita accidentale e massiva di insetti potrebbe esser la causa dalle dimensioni catastrofiche sugli equilibri ambientali.
*Resp. UOS Microbiologia e biotecnologie Alimenti Dip.to Coordinamento di Sicurezza Alimentare - IZSM