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One Health: l’impegno delle Istituzioni per una salute globale

*di Mosè Alise

La pandemia da Covid 19 ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli delle malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, rendendo evidenti determinati punti critici che hanno portato a una totale revisione del modello di welfare tradizionale. Si invertono così i vecchi paradigmi socio-sanitari e si favorisce una gestione della salute in senso trasversale e integrato che tutela la salute pubblica, mettendo in primo piano la prevenzione primaria fondamentale per la gestione del rischio sanitario e lo stretto rapporto tra salute umana, salute animale e benessere ambientale.

L’esempio della trasversalità delle malattie e, quindi, dell’interconnessione tra uomo, animale ed ecosistema in ottica One Health, è rappresentato in maniera lampante dalle malattie veicolate da artropodi, anch’esse in notevole aumento, come Malaria, Dengue, Chikunguya e West Nile che si stanno diffondendo in maniera esponenziale anche in zone d’Europa e del mondo dove non erano mai comparse. Il fattore scatenante di queste patologie è dato da vari fattori come i cambiamenti climatici, l’incremento delle temperature in seguito al riscaldamento del pianeta, la distruzione della biodiversità, l’aumento della popolazione mondiale e delle relative esigenze (deforestazione e urbanizzazione di aeree rurali) che portano alla convivenza sempre più stretta tra uomo, animale domestico e selvatico ed ecosistema.

In questo contesto si sviluppa sempre più l’approccio One Health. Il Ministero della Salute, a supporto di tale paradigma, ha redatto e applica specifici programmi di sorveglianza e controllo sanitario, sia a livello nazionale che regionale, fondati sull’integrazione operativa tra gli operatori del mondo medico, del mondo della medicina veterinaria e della sfera ambientale. Questo interscambio di competenze costituisce il requisito essenziale per l’applicabilità delle attività di prevenzione nell’ambito della lotta alle zoonosi emergenti e riemergenti (come leishmaniosi, rabbia, influenza aviaria H5N1, West Nile disease, TBC ecc. ma anche delle malattie legate al consumo di alimenti - MTA o all’inquinamento ambientale).

Esempio di interoperabilità professionale a livello governativo è la Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo della leishmaniosi in Italia” del 14/10/2020 (nota Ministero della Salute prot. n. 0033122-14/10/2020-DGPRE-DGPRE-P) a firma congiunta delle due Direzioni Generali del Ministero della Salute competenti della materia, Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario e Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, che prevede la collaborazione costante tra la componente medica e quella veterinaria.

Altro esempio virtuoso di applicazione dell’approccio One Health è il contrasto alla West Nile disease, malattia infettiva causata da un virus che, utilizzando gli uccelli selvatici come serbatoio, può essere trasmesso attraverso la puntura di alcuni tipi di zanzare e così raggiungere altri ospiti, come il cavallo e l’uomo (zoonosi). In Italia, è presente un “Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi - PNA 2020-2025”, in cui – anche in questo caso - la sorveglianza integrata rappresenta l’esempio concreto di modello “One Health” in grado di rilevare precocemente la circolazione dei virus sul territorio nazionale durante la stagione di attività dei vettori, testando zanzare, uccelli, cavalli ed essere umano, al fine di ridurre il rischio di trasmissione a quest’ultimo.

L’approccio One Health ritorna anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza associato al documento-cornice quale l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Infine, anche a livello internazionale, negli ultimi anni la cosiddetta ‘tripartita’ (formata da WHO, FAO e WOAH) ha rafforzato tale alleanza inglobando il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) implementando così la strategia One Health e individuando un piano di azione congiunto basato su sei punti cardine da perseguire che prevedono: il supporto ai Paesi per rafforzare i sistemi sanitari nell’ambito di un approccio One Health, la riduzione dei  rischi derivanti dall’emergenza e/o riemergenza di epidemie zoonotiche e pandemie, la prevenzione e il controllo delle zoonosi endemiche, l’implementazione della valutazione e gestione dei rischi in ambito sanitario e di sicurezza alimentare, l’implementazione delle azioni di contrasto alla silenziosa pandemia di resistenza antimicrobica e l’integrazione sempre più fondamentale dell’ambiente nell’applicazione dell’approccio One Health.

*Medico Veterinario, Dirigente sanitario del Ministero della Salute