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La tutela degli animali è responsabilità di tutti!

di Manuela Gizzarelli

È ancora errore comune pensare che, quando ci si trova di fronte ad un animale in difficoltà, la possibilità di agire sia un’esclusiva degli “addetti ai lavori” o di chi ne è responsabile. Nella realtà non è così, anzi. Al di là di ciò che può essere ricondotto all’etica/sensibilità personale, esistono, nella fattispecie in Italia, dei concreti riferimenti legislativi che vanno seguiti da tutti, proprietari di animali e non.

Innanzitutto, dovrebbe essere già ben chiaro, nel momento in cui una persona decida di aggiungere un nuovo membro a quattro zampe nella propria famiglia, che ci sono obblighi definiti e responsabilità da rispettare. Prendere, ad esempio, un cane non si limita certamente a offrire cibo, riparo e, quando serve, cure veterinarie: ogni persona dovrebbe essere a conoscenza che ci sono delle regole precise da rispettare, a partire dall’applicazione del microchip, a quale sia la lunghezza giusta del guinzaglio oppure il compito di tenere l’animale in condizioni che ne rispettino le caratteristiche non solo fisiologiche ma anche etologiche.

Ma la legislazione non riguarda esclusivamente il proprietario e/o detentore di un animale, tutti dovremmo essere edotti circa i corretti comportamenti da impiegare nei confronti degli stessi, così che sia anche possibile intervenire in caso di necessità. Innanzitutto, è bene sapere che, fortunatamente, in Italia esistono già da anni leggi che cercano di tutelare il benessere degli animali a 360 gradi. A parte tutta la normativa che riguarda il comparto specifico degli animali da reddito e che presenta norme che riguardano ogni aspetto (dall’allevamento, al trasporto, alla macellazione) o le leggi che tutelano, ad esempio, gli animali utilizzati ai fini delle sperimentazioni scientifiche, per quanto riguarda i nostri più comuni animali da compagnia, molto è stato fatto da parte del legislatore e gli obiettivi futuri sono quelli di progredire sempre di più in questo senso con proposte di inasprimento delle pene. Perché è di questo che parliamo! Attualmente, in Italia è presente nel Codice Penale un apposito titolo, il IX bis, relativo ai "delitti contro il sentimento per gli animali" nel quale sono stati inseriti gli artt. dal 544-bis al 544-quinquies; inoltre, l’articolo 727 punisce sia l'abbandono che la cattiva custodia degli animali. E a proposito di punizioni, il maltrattamento e l’uccisione sono trattati proprio dagli articoli 544 bis e ter che recitano, rispettivamente: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni», «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro». È importante sottolineare, quindi, come la legge non punisca solo i maltrattamenti strettamente “fisici” nei confronti degli animali, ma anche tutte quelle condizioni che sfocino in una sofferenza degli stessi, minandone ad esempio le esigenze comportamentali, ambientali, sociali, ecc.

La normativa dà anche indicazioni circa le modalità con cui vanno denunciati questi tipi di reati. Infatti, è  bene sapere che non solo le associazioni protezionistiche, i Medici Veterinari, e le autorità in generale possono effettuare una denuncia in caso di maltrattamento di un animale, ma essa può essere sporta da un qualsiasi cittadino. Tutti questi reati possono essere denunciati da ognuno di noi presso la Procura della Repubblica o presso tutte le forze di Polizia Giudiziaria (che hanno l’obbligo di attivarsi non appena ne vengano a conoscenza). Ma non solo: in base a quali siano i casi, è possibile contattare le sopracitate associazioni protezionistiche, le guardie zoofile, i Servizi Veterinari Locali, e addirittura in alcune Regioni esistono dei numeri verdi a cui segnalare casi di maltrattamento.  

Un altro aspetto che non deve essere trascurato riguarda il soccorso agli animali feriti, che, oltre ad essere un atto dovuto per puro senso civico è anche esso un obbligo. Il Codice della Strada, infatti, con l’introduzione dell’articolo 189, ha definito come «L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. [….] Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. […]».

Quelli riportati sono solo alcuni esempi di come la normativa dia chiare indicazioni circa il corretto comportamento da tenere per tutelare i nostri amici a quattro zampe. Sarebbe impossibile elencarli tutti in un solo testo, ma è importante che tutti sappiano che gli aspetti legislativi inerenti questo ambito sono innumerevoli, di diverso tipo (es. leggi nazionali e regionali, ordinanze ministeriali, regolamenti comunali, ecc.) e in continua evoluzione e aggiornamento. E, soprattutto, che la loro conoscenza e rispetto è un obbligo di tutti i cittadini.

Quindi, la prossima volta in cui ci troveremo di fronte ad un animale che sta soffrendo dovremo chiederci non solo cosa vorremmo o potremmo fare secondo la nostra sensibilità e coscienza, ma soprattutto come dobbiamo agire per rispettare quella che è la Legge!

Riferimenti Legislativi Utili:

-          Decreto Legislativo n. 285 del 1992. Codice della Strada.

-          Legge 14 agosto 1991, n. 281. Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.

-          Legge 20 luglio 2004, n. 189. Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.

-          Legge 4 novembre 2010, n. 201. Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno.

-          Ordinanza 9 agosto 2023. Proroga dell'ordinanza contingibile e urgente 6 agosto 2013, e successive modificazioni, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall'aggressione dei cani.