Slider news

La Terza Missione delle Università

di Serena Calabrò

La Prof.ssa Serena Calabrò ha chiesto al Prof. Antonio Pescapè, Delegato del Rettore all’Innovazione e alla Terza Missione, il suo punto di vista sul ruolo dell’Università oggi e sul valore della Terza Missione delle Università.

Qual è il ruolo dell’Università oggi?
Oggi l’Università ha tre grandi “missioni”. La prima missione, nata nei primi insediamenti universitari medievali, è storicamente assegnata alla didattica. Fino alla metà del XIX secolo le Università rimasero luoghi di insegnamento, con la riforma Humboldtiana si introdusse la seconda missione dell’Università: la ricerca. Successivamente, con la didattica e soprattutto la ricerca viste come motore dello sviluppo culturale, sociale ed economico si è cominciato a parlare di terza missione, termine che si riferisce all’apertura al contesto socio-economico mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze; apertura che include oggi oltre alle attività di valorizzazione economica della ricerca, anche iniziative dal valore socio-culturale ed educativo.

Negli anni il collegamento tra Università e società è diventato sempre più evidente e profondo e sempre più l’Università è stata vista come potenziale produttrice di benessere per la società, intensificando i legami con il mondo sociale, culturale e produttivo. La dimensione sociale della terza missione definisce un modello di  terza missione e di impatto sulla società che va ad ampliare e a completare quella originaria legata essenzialmente all’impatto economico e al trasferimento tecnologico e oggi l’Università ha assunto un ruolo centrale per lo sviluppo di un paese moderno, con il compito, tutt’altro che semplice, di essere agente di cambiamento. La terza missione è diventata, così, sinonimo di innovazione, ossia di cambiamento sociale, culturale e economico, misurabile in termini di impatto (concreto) sul territorio. 

Con la Terza Missione l’Università non si limita ad insegnare e fare ricerca, ma concorre a creare un fermento culturale e innovativo che può fornire nuove idee, nuovi network e nuovi collegamenti col territorio in relazione alle sue vocazioni, ed essere volano di crescita in ambito nazionale e internazionale. La Terza Missione rafforza la vicinanza al contesto sociale, intensificando le relazioni con le comunità e la prossimità al tessuto imprenditoriale e contribuisce ai processi di co-creazione di valore, sviluppando le idee che conseguono benefici per la società.

Il cambiamento ed il conseguente concetto di impatto, indissolubilmente associati oggi al concetto di Terza Missione, impongono un ripensamento di molte delle pratiche tipiche di una comunità universitaria, che deve sempre più uscire dall’ autoreferenzialità e, piuttosto che puntare solo a standardizzare e tramandare le tradizioni accademiche, deve essere in grado di valorizzare le differenze al suo interno e nella società; valorizzare il multiculturalismo e declinarsi su più accezioni - nessuna predominante - per rispondere alle diverse e complesse esigenze sociali, culturali ed economiche in costante evoluzione.

Siamo partiti da un’Università quindi con una demarcazione molto netta tra le missioni - Ricerca, Didattica, Terza Missione - e con la Terza Missione che faceva da interfaccia verso l'esterno. Un modello che a pensarci bene negava il concetto stesso di Università perché poneva un confine tra noi e la società. Questa visione oggi è ampiamente superata. Si chiede all'Università di essere propulsiva, di essere un agente di cambiamento. L’Università oggi ha il complesso compito di mettere insieme tutto quello che facciamo (Ricerca, Didattica, Terza Missione) al fine di avere un Impatto sulla Società. I confini tra le missioni diventano quindi molto più labili. L’Università oggi deve essere fondamentalmente una piazza. Una piazza aperta e ampia. Non la torre, dove si condensano i saperi, dove i ricercatori stratificano le loro conoscenze nelle proprie biblioteche. Il mondo dell’Università ed il sistema universitario nazionale, attraverso le sue missioni - in questo momento storico sta dimostrando che, tra le tante istituzioni, è quella che probabilmente ha tenuto più di altre insieme il Paese, in un momento peraltro non facile.

Cos’è la Terza Missione?
Tutti noi sappiamo cosa significano ricerca e didattica. Quello che purtroppo si sapeva un po’ meno era cosa significasse e cosa fosse la Terza Missione. Purtroppo, la nomenclatura di natura esclusivamente ordinale frutto di quanto dicevo sopra ha finito da un lato a non aiutare nella comprensione di cosa sia, dall’altro ha contribuito a darle meno importanza (viene per terza).

La Terza Missione si configura come un insieme di valori e di iniziative che stanno radicalmente cambiando tutte le attività degli Atenei, amplificandone l’impatto sulla società. La Terza Missione è la capacità delle Università di avere un Impatto sulla Società. Io credo che, soprattutto in questo momento storico, il non preoccuparsi dell'impatto che la didattica e la ricerca hanno sul territorio, faccia sì che entrambe non riescano ad essere così efficaci come potrebbero. Nella Terza Missione c'è un termine che mi piace molto: la collaborazione. La didattica la facciamo quasi da soli, andiamo in aula, insegniamo il nostro corso. La ricerca la possiamo fare da soli (è sempre un'attività di gruppo però la possiamo fare da soli anche all'interno del nostro gruppo o settore scientifico disciplinare), la Terza Missione no. Se la vogliamo fare veramente, cioè se veramente vogliamo avere un Impatto sulla Società o la facciamo come Istituzione e attivamente nella Società oppure l'impatto che ne ricaveremo, e che saremo in grado di generare, sarà un impatto probabilmente non significativo, qualcosa che non sarà poi foriero di cambiamenti importanti e strutturali.

Perché dobbiamo essere valutati per la Terza Missione?
L’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) valuta le Università per la Ricerca – attraverso la VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca). Dalla scorsa VQR (periodo 2015/2019) anche la Terza Missione è oggetto di valutazione (con la VQR-TM). In particolare è oggetto di valutazione la capacità degli Atenei (e degli Istituti di Ricerca) di avere un impatto sociale, economico e culturale nella società. L’ANVUR, con la VQR-TM, ha indotto tutti gli Atenei ad inquadrare le azioni che facciamo in un contesto, nazionale o internazionale. Occorre oggi sempre più pianificare, razionalizzare e strutturare le attività e i casi di studio di Terza Missione.

La CRUI, in un documento dell’Ottobre 2022, ha indicato che “….. La valutazione della Terza Missione nel processo VQR 2015-2019, basata sull’impatto dei casi studio, ha favorito un ripensamento critico da parte degli Atenei in merito al ruolo di questa missione, spesso giudicata ancillare rispetto alla Didattica ed alla Ricerca o comunque marginale.Il rinnovamento concettuale della Terza Missione ha un impatto anche sui rapporti con la Didattica e la Ricerca. La prima, infatti, viene stimolata dal continuo dialogo degli Atenei con gli altri attori sociali: l’offerta formativa viene spesso efficacemente orientata dalle mutevoli esigenze esterne e i docenti possono trarre dal dialogo sociale spunti di riflessione e indicazioni da trasferire agli studenti. Anche la Ricerca è fortemente incoraggiata dalle attività di collaborazione sociale degli Atenei, come sta emergendo anche dai vari progetti connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza...”
Abbiamo, quindi, cominciato a rendere sistemico questo modo di fare Università, ora stiamo lavorando per essere in grado di mappare tutte le attività di Terza Missione e poterle quindi organizzare e presentare.

Quali sono i campi della Terza Missione?
ANVUR nell’ultima VQR ha definito dieci campi di Terza Missione. Tra essi, i primi tre riguardano il trasferimento tecnologico (es. proprietà intellettuale o industriale, spin off, start-up, strutture di intermediazione e trasferimento tecnologico). C’è poi quello della sperimentazione clinica e delle iniziative sulla tutela della salute. C’è la produzione e la gestione di beni artistici e culturali, con ad esempio tutta l’attività fatta dai Musei universitari. C’è la formazione permanente. Oggi gli atenei non si rivolgono più solo allo studente che ha finito le scuole superiori e si iscrive all'università, non è più solo quella la nostra platea studentesca. Noi ormai formiamo i cittadini durante tutto il percorso di vita. E quindi c'è il tema della formazione a distanza (e-learning) con gli strumenti innovativi a sostegno. Ci sono poi le attività di public engagement che riguardano l'organizzazione di attività culturali di pubblica utilità, la divulgazione scientifica, le iniziative di coinvolgimento dei cittadini nella ricerca, le attività di interazione con il mondo della scuola. C’è ancora la produzione e la gestione di beni artistici e culturali, ma anche di beni pubblici di natura sociale, educativa, e politiche per l'inclusione Ancora l’Open Science. E infine le attività collegate all'agenda ONU 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).


Cosa ha fatto e sta facendo l’Università di Napoli Federico II?
L’Università di Napoli Federico II ha definito una sua visione e un suo modello di Terza Missione in linea con questa nuova mission, con l’obiettivo di abilitare sinergie e processi di co-creazione con tutti gli attori del territorio, in una interazione costante tra Università e società. Il nostro Ateneo è entrato, ormai da tempo, nell’ottica che ogni azione - qualsiasi essa sia, ed in qualsiasi campo di azione essa si sviluppi - ha l’obiettivo principale di fornire un ricco contributo valoriale al territorio, alla società e al Paese. Con questo lavoro, quindi, non solo intendiamo continuare ad aumentare il livello di istruzione generale della popolazione e la produzione e l’avanzamento scientifico, ma abbiamo la volontà e l’impegno - mettendo in campo azioni di natura sociale, educativa, culturale e imprenditoriale - di migliorare il rapporto e l’impatto sulla comunità. Accompagnando il trasferimento tecnologico con processi di natura sociale e culturale, si va a generare quella connessione ormai indissolubile tra trasferimento tecnologico e trasferimento culturale, che fa coesistere nella Terza Missione attività profondamente diverse e solo apparentemente antagoniste. Abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando, come l’Università di Napoli Federico II abbia le capacità e le potenzialità per essere agente attivo del cambiamento impegnandosi con l'industria e le comunità per affrontare sfide sociali ed economiche che oggi sono senza precedenti, massimizzando i percorsi di apprendimento e la crescita dei suoi studenti, docenti e personale amministrativo e liberando il loro potenziale innovativo, contribuendo alla trasformazione dello sviluppo in progresso. In Federico II oggi tutti e 26 Dipartimenti sono attivamente e costantemente impegnati in attività di Terza Missione che sono puntualmente pubblicate sul nostro nuovo sito di Ateneo, www.terzamissione.unina.it. 

La Terza Missione è Impatto sulla Società!
E l’impatto non è (solo e necessariamente) il risultato, l’impatto è la misura del cambiamento generato. L’innovazione è cambiamento. Se noi con un'azione che facciamo all’Università riusciamo a cambiare qualcosa allora abbiamo fatto innovazione. Anche quando gli effetti – l’impatto - che genereremo non saranno immediatamente visibili in quanto si verificheranno su orizzonti temporali ampi. Io credo che la maggioranza di chi ha scelto questo mestiere l'abbia fatto proprio per questo, proprio con l’ambizione di contribuire al cambiamento e al miglioramento della società. La Terza Missione ci fornisce l'opportunità - straordinaria – di mettere in pratica ciò che ci ha spinti verso quello che, per me, è il lavoro più bello del mondo.