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Il parto è un evento naturale, ma davvero la cavalla riesce a fare tutto da sola?

di Chiara Del Prete, Chiara Di Maio* e Francesca Perina**

Nella specie equina il parto può rappresentare un momento estremamente delicato e non scevro da complicazioni, di conseguenza è sempre consigliato un attento monitoraggio. La persona che assiste al parto deve essere a conoscenza di quali siano gli eventi che indicano un decorso naturale e quando invece è necessario chiamare il medico veterinario d’emergenza. Appena la cavalla ‘rompe le acque’ (rottura del corion-allantoide), bisogna iniziare a cronometrare il tempo, sapendo che non possono trascorrere più di trenta minuti per la nascita del puledro. Già dopo 5-10 minuti si dovrebbero vedere gli zoccoli del puledro fuoriuscire dalla vulva, uno leggermente più avanti dell’altro, all’interno di una membrana biancastra (l’amnios). Nel momento in cui compare anche la testa, è possibile lacerare l’amnios con le mani per aiutare il puledro a respirare. In alcuni casi, potrà essere necessario aiutare la fattrice a far uscire il puledro, ma con attenzione, perché la trazione può essere pericolosa se praticata in maniera erronea. Essa potrà essere cominciata solo quando saranno visibili entrambi gli arti anteriori e la testa, eseguita da massimo due persone, con il canale del parto ben lubrificato, effettuando delle trazioni in concomitanza con le contrazioni della madre e in direzione dei garretti della fattrice.

Tra le complicazioni più gravi, abbiamo la mancata ‘rottura delle acque’. In questo caso a livello vulvare si vedrà fuoriuscire una sacca di colore rosso brillante (Red Bag): il corion allantoide intatto.

La placenta non sarà più in grado di espletare la sua funzione e il puledro si troverà in una condizione di carenza di ossigeno. Occorrerà perciò tagliare immediatamente la ‘sacca rossa’, far uscire il puledro il prima possibile e chiamare il veterinario per la gestione dei danni ipossico-ischemici.

Un altro tipo di distocia può essere dovuta al mal posizionamento fetale, quando il puledro presenta la flessione di una o più appendici, o si trova in presentazione podalica, cioè con il treno posteriore nel canale del parto. Se il puledro non riesce a progredire entro dieci minuti dall’inizio del parto, malgrado la cavalla continui a spingere, è richiesto l’immediato intervento del veterinario, che potrà risolvere il problema in campo oppure ricoverare la fattrice in strutture specializzate. A questo proposito è sempre consigliabile far eseguire al proprio veterinario un’ecografia transrettale durante l’ultimo mese di gestazione, per escludere la possibilità di un parto podalico.

Visto che le conseguenze delle complicanze possono essere molto gravi, sia per la fattrice che per il puledro, è sempre utile essere pronti a telefonare al proprio veterinario per un intervento tempestivo.

*Università degli Studi di Perugia
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Medico Veterinario Libero Professionista