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La salute metabolica richiede anche una buona memoria

Lo studio pubblicato su Nature Communications, ha visto la partecipazione del gruppo del prof. Paolo de Girolamo del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Ateneo Federico II, ed è stato coordinato dalla dott.ssa Luigia Cristino dell'Istituto di chimica biomolecolare (Cnr-Icb) di Pozzuoli, in collaborazione anche con l'Unità mista internazionale di ricerca dell’Université Laval (Quebec), diretta da Vincenzo Di Marzo (Cnr-Icb).

La ricerca dimostra come modelli murini obesi vadano incontro ad alterazioni, nella struttura e nella funzione, dei circuiti dell’ippocampo e della capacità di svolgere determinati compiti cognitivi in modo ottimale. Nello specifico, già all’inizio della vita adulta, la condizione di obesità altera la continua generazione di neuroni nel giro dentato dell’ippocampo, alterando il normale funzionamento del circuito della memoria episodica, ovvero la capacità di ricordare eventi personali e, di conseguenza, di pianificare azioni individuali future.

Nello studio si identificano due principali molecole responsabili dell’alterazione della neurogenesi e del normale funzionamento della memoria episodica, il neuropeptide orexina e l’endocannabinoide 2-arachidonoilglicerolo, la cui azione è alterata in condizioni di obesità. I risultati quindi confermano che nell’equilibrio tra fame e sazietà - governato da segnali chimici quali ormoni, endocannabinoidi, neuropeptidi, ecc. - anche i fattori psicologici svolgono un ruolo cruciale e si tende infatti a mangiare di più quando si è distratti e la memoria episodica è meno coinvolta.
https://www.nature.com/articles/s41467-021-26388-4