Novembre 2021

È tutto un complotto!

di Sante Roperto

La psicologia del complotto nasce dal fatto che le spiegazioni spesso non ci soddisfano, ma soprattutto ci fa male accettarle. Lo diceva Umberto Eco, quanto mai attuale nell’ambito di un problema che ha radici millenarie. L’Umanità, infatti, è affascinata dai complotti fin dai tempi di Giulio Cesare, passando per lo sbarco sulla Luna e l'uccisione di Kennedy. Ma perché sembra che oggi le bufale abbiano più successo? Perché promettono un sapere negato agli altri e, nella sindrome del complotto, rientra la frustrazione di molte persone che credono venga loro rifiutato l'accesso a un’informazione completa.

Big Pharma, vaccini sperimentali, virus creati in laboratorio, gruppi di controllo mondiale, il grande Reset, molte di queste farneticazioni vivono a metà strada tra ingenuità, paranoie e disturbi della personalità. Il complottista è ossessionato dai simboli, dalle coincidenze e dalle oscure trame che muovono il discorso occulto della storia, come raccontavano molti blockbuster nel cinema degli Anni ‘90. Ma alla base c’è soprattutto la disinformazione che, nell’era dell’overload di notizie veicolate da internet e dai social, non poteva che esplodere in tutta la sua pericolosità.

In questo gioco di immaginazione e suggestione collettiva, rientra anche il periodo storico legato alla ‘post-verità’. Ovvero quello di una società legata più alle percezioni che alla realtà concreta, dove i fatti e i numeri contano meno di quanto la gente percepisce con la pancia. È il fondamento teorico del populismo, che ha fatto la fortuna di alcuni leader politici in giro per il mondo, ed è il sintomo più acuto dell’anti-intellettualismo che, dopo anni di assenza, la nostra società ha ripreso a muovere con vigore contro l’accademia e la cultura.

Ogni complotto che si rispetti nasce spesso da coincidenze casuali, da connessioni del tutto arbitrarie o da un alone di mistero che circonda alcune vicende. Ma sempre Umberto Eco aveva definito i complottisti una sorta di paranoici sociali, più pericolosi di quelli psichiatrici, perché vedono le loro ossessioni condivise da migliaia di altre persone e hanno l'impressione di agire in modo disinteressato. O forse, più semplicemente, alla base di tutto possono esserci le parole di Pier Paolo Pasolini: “Il complotto nasce perché ci libera dal peso di doverci confrontare con la realtà”.

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