Luglio 2020

Le capre non ci salveranno dal cancro

di Giuseppe Borzacchiello

Negli anni 50 Liborio Bonifacio, un medico veterinario di Agropoli (Sa), si convince che il siero delle capre ha un’attività antitumorale. Egli basa la sua teoria sull’osservazione che le capre non si ammalano di cancro. Il veterinario della provincia di Salerno si mette all’opera e distribuisce ai pazienti oncologici il “siero Bonifacio” o “Oncoclasina Bonifacio” che poi altro non era che un estratto filtrato di feci e urine di capra. Inutile dire che, sperimentato ufficialmente, il preparato non ha dimostrato efficacia. D’altronde, la stessa premessa era fallace perché le capre si ammalano eccome di cancro, esattamente come tutti gli altri animali.

Ma non è questo l’unico esempio di terapie “alternative”. Ricordiamo tutti la recente storia della terapia Di Bella. Un cocktail di ormoni e altre sostanze proposte da un fisiologo modenese, il quale affermava di aver curato oltre 20.000 malati di cancro. Inoltre, il medico sosteneva che la sua cura era efficace anche contro alcune malattie neurodegenerative. Le sperimentazioni ufficiali, autorizzate a furor di popolo, hanno rivelato che la terapia in questione non cura il cancro e in alcuni casi i pazienti trattati con la terapia Di Bella hanno vissuto meno rispetto a quelli curati con le terapie convenzionali. C’è poi chi pensa di curare il cancro con il bicarbonato visto che il tumore non è altro che un fungo. Infine, molti si recano a Cuba per curarsi con il veleno dello scorpione blu e l’elenco potrebbe continuare.

Nessuna di queste terapie “alternative” quando sono state sottoposte a sperimentazioni controllate funziona veramente. Eppure i santoni che le propongono giurano che funzionano. Come è possibile? Intanto, si tratta di testimonianze  aneddotiche, che non bastano per validare scientificamente una cura. Poi ci sono da considerare almeno due fattori. Il primo riguarda le diagnosi sbagliate. E’ possibile che una diagnosi di cancro sia errata (secondo uno studio americano 1 ogni 71), pertanto il paziente “guarisce” non per la pozione magica ma perché non era affetto da tumore.

L’altro fattore da considerare è relativo al sistema immunitario, ovvero alle difese che l’organismo mette in atto per contrastare il male fino ad ottenere una guarigione spontanea (vis medicatrix naturae). Certo l’immunità non funziona per tutti i tumori ed è efficace solo in una bassa percentuale, però è un’evenienza possibile e finanche sperabile. Il cancro è una malattia multifattoriale che oggi curiamo meglio che in passato, tant’è che il trend della mortalità a livello globale è in diminuzione. Tuttavia, molti aspetti di questa patologia non sono ancora del tutto noti e, se a ciò si aggiunge il sentimento d’impotenza di fronte all’incertezza, spesso la malattia diventa metafora di qualcos’altro. Tutto ciò contribuisce, insieme a tanti altri fattori, alla proliferazione di cure e terapie “alternative”, che però alla prova dei fatti si rivelano fake.