Gennaio 2021

COVID-19: gli aspetti internazionali di una pandemia

di Nicoletta Murru e Andrea Dionisi*

La necessità di una sana, trasparente e solida comunicazione è fondamentale per trasmettere un messaggio inequivocabile e rassicurante. Gli italiani, per cultura, credono a quello che sentono; se qualcuno la spara grossa per apparire, e ci sono folli che suggeriscono idee di complotti-smo e dietrologia nelle scelte, le cose si amplificano e ci vogliono energie infaticabili per demolire e recuperare il terreno contaminato da una comunicazione falsata. Questa prospettiva è vitale sia da punto di vista nazionale che internazionale.

Analizziamo le voci sull’origine del CO-VID-19. La Cina per il momento pone in serie difficoltà un controllo internazionale atto a verificare l’origine e la diffusione del primo focolaio al mondo, ufficialmente registrato a Wuhan. Vuole recuperare una immagine credibile a livello mondiale, lasciandosi alle spalle quella di Paese untore e lascia partire una campagna di (dis)informazione indicando che il virus possa essere originato da clusters europei. Senza dubbio ci vorranno anni, infatti (semmai le Amministrazioni permetteranno l’accesso ai dati) per determinare l’origine e diffusione del virus. Però la geo-politica ha le sue ragioni e addossare la colpa agli altri, è lo sport preferito da molti Paesi, che così non si assumono le proprie responsabilità.

La disinformazione e le fake news così imperano!
Attualmente a livello comunitario, le maggiori organizzazioni non governative ed elementi del Parlamento Europeo hanno intrapreso una serie di battaglie e questioni parlamentari sulle origini del virus e sulle eventuali azioni da intraprendere. Queste chiedono la chiusura dei cosiddetti wet-markets nei Paesi asiatici poiché indicati come possibile causa e centri di diffusione del COVID-19. Sicuramente, questi mercati cinesi all’aper-to, dove per cultura vengono commercializzati alimenti in condizioni sanitarie precarie ed insufficienti, non sono gli unici al mondo e possono essere paragonati a situazioni presenti in tutto il sud-est asiatico ed in America centrale e del sud; ma quest’ultimi non sono sotto accusa…

L’Europa, in ogni caso, è protetta da un sistema di controllo all’importazione di animali vivi e di prodotti di origine anima-le. C’è qualcuno che conosce le regole d’importazione in Europa?

Solo pochissimi animali vivi (cavalli e pesci ornamentali) e prodotti di origine animale (spesso con l’obbligo di trattamento termico) sono autorizzati ad entra-re nella UE. Non dimentichiamo che sono quasi 300 i border controll posts alle frontiere della UE, debitamente deputati al controllo veterinario su animali vivi e prodotti di origine animale provenienti da Paesi extra-Europei. Un sistema d’eccel-lenza invidiato dal mondo intero.

Ma questo non basta a calmare la carica dei 101 personaggi in cerca di visibilità!

Non dimentichiamo inoltre i controlli CITES che impediscono alle frontiere l’ingresso di animali e prodotti di origine animale protetti (es. molte specie esoti-che: pipistrelli, pangolini, serpenti ed altri animali sospettati di essere origine del virus).
Il traffico illegale esiste comunque, ma i prodotti introdotti illegalmente sono soprattutto quelli di alto valore economico (es. avorio, pelli di rettili, sostanze presunte afrodisiache) ed esposti ad elevate sanzioni.

D’altro canto, pero, ogni Paese è sovrano per quello che accade nel suo territorio e nessuno può impedire ad un altro paese di chiudere mercati, fiere o simili situazioni come quelli imputati alla diffusione del virus!

Ciononostante, i rapporti tra la UE e i Paesi asiatici ‘presunti untori’ del virus sono costanti ed indirizzati alla collabora-zione nel campo sanitario, volta a miglio-rare le condizioni igienico-sanitarie non ideali. Miglioramenti ce ne sono stati e ce ne saranno. In ogni caso questi Paesi stanno investendo ingenti risorse economiche per risolvere la questione dei mercati (milioni di euro che equivalgono a montagne di soldi per quei paesi).

Dimenticavamo: avete mai visto circolare pangolini, pipistrelli o serpenti in Italia o in Europa provenienti dai mercati asiatici? Avvisateci se ne vedete, potremmo anche noi riconsiderare le cose!!!!!

*Ex-dirigente veterinario del Ministero Salute - Rapporti Internazionali