Aprile 2020

La carne non provoca il cancro

di Giuseppe Borzacchiello (ha collaborato Gennaro Altamura)

Nell'ottobre del 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), classificava la carne rossa e la carne trasformata (wurstel, salumi ecc.) rispettivamente come “possibile cancerogeno per l’uomo” e “cancerogeno per l’uomo”. I consumatori presi dal panico non consumavano carne e la filiera conobbe un’importante crisi (fortunatamente temporanea). Allarmismo ingiustificato, in realtà, per diversi motivi. Intanto, l’uomo è onnivoro e non esistono popolazioni con dieta esclusivamente carnivora. Inoltre, non è la carne in sé che fa male, ma un suo consumo eccessivo associato ad alcuni metodi e tempi di cottura (alla griglia, frittura, contatto con fiamma viva) e/o conservazione (affumicatura) che possono generare composti chimici dannosi. Gli studi indicano che solo un consumo prolungato di carne lavorata (50 gr. al giorno)  o fresca (100 gr. giorno) può aumentare leggermente il rischio relativo (circa 18%) di ammalarsi di cancro del colon-retto.

Dunque, se il rischio teorico (assoluto) è pari a 10, con quei consumi giornalieri diventa 11,8%. Insomma, un aumento trascurabile. Ma è bene sottolineare che non esistono sufficienti evidenze di un rapporto causa-effetto (carne/cancro), per cui i consumatori possono continuare a mangiare carne fresca o processata senza temere per la loro salute. Inoltre, la classificazione di cancerogenicità dello IARC non riguarda la “potenza” di una sostanza o prodotto nel provocare tumori, ma si basa sulla quantità e sull'affidabilità degli studi che consentono un parere ragionevolmente solido. Infatti, nello stesso gruppo in cui sono inserite le carni trasformate, è incluso anche il tabacco, ma non significa che mangiare prosciutto sia dannoso quanto fumare sigarette, che sappiamo essere ben più pericoloso per la salute.

Dunque, sebbene i risultati degli studi dello IARC siano affidabili e scientificamente ineccepibili, l’asserzione mediatica che la carne rossa e trasformata “causa” il cancro dell’intestino è fuorviante, perché fa credere alle persone che non bisogna mangiare la carne altrimenti ci si ammala di cancro o, per converso, che privandosene non ci si ammala mai. La carne è un alimento genuino, ricco di nutrienti e vitamine utile per adulti e bambini. Per cui, nel contesto di una dieta varia ed equilibrata, è raccomandabile il suo consumo al di là delle bufale mediatiche.